Pd, Udc, Fli e Psi insieme per una donna: se non ora quando?

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Si chiama Iris Volante ed è uno dei sei candidati sindaco per il comune di Cassino (Frosinone). E’ appoggiata da una coalizione “spericolata” e ha scelto come slogan elettorale il motto delle manifestazioni femminili contro il premier. L’INTERVISTA

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Ha scelto come slogan elettorale un motto della piazza femminile dei nostri giorni. Quel “Se non ora quando” che, lo scorso 13 febbraio, ha portato nelle strade italiane e del mondo milioni di persone in difesa della dignità delle donne e contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Si chiama Iris Volante ed è uno dei sei candidati sindaco per Cassino, un comune in provincia di Frosinone ora commissariato dopo lo scioglimento della giunta di centrodestra per mancata approvazione del bilancio di previsione a causa dell'assenza del numero legale. I manifesti con la sua foto e con la scritta “Se non ora quando” campeggiano per le vie della cittadina di quasi 36 mila abitanti. E sulla pagina di Facebook del movimento nato dopo la manifestazione delle donne “offese dal caso Ruby” è stata subito accusata di aver rubato un motto che non le appartiene. “Mi dispiace che qualcuno l’abbia presa male. Io l’ho scelto perché lo trovo uno spot molto bello e che mi calza a pennello. Esprime al meglio ciò che sono e ciò che voglio essere per la mia città. Quel cambiamento che a Cassino non può più essere rimandato. Per questo dico: se non ora quando?”.

Lo slogan di Iris Volante parla dunque di cambiamento e, ovviamente, anche di donne. “Sono una ginecologa e proprio grazie al mio lavoro ho un rapporto molto forte con le donne. Per questo sento di poterle rappresentare nel miglior modo. Conosco le loro esigenze, i loro problemi, la loro forza e debolezza”. Il motto scelto dalla 57enne aspirante sindaco per i suoi manifesti elettorali non ha però alcun collegamento con il caso Ruby, nonostante finisca inevitabilmente per evocarlo. La manifestazione del 13 febbraio scorso era nata infatti proprio per difendere la dignità delle donne, offesa dalle feste di Arcore dettagliatamente riportate sui giornali (qui le foto delle ragazze del Rubygate). “Anche da parte mia sicuramente un po’ di indignazione c’è. Ripeto: sono una ginecologa e per me la procreazione e tutto ciò che ruota intorno a questa hanno un valore molto alto”.

Iris Volante, mamma di tre figlie e nonna di un nipotino, potrebbe essere la prima donna a conquistare la poltrona di primo cittadino di Cassino dal 1946. “Il mio principale avversario è Carmelo Palumbo, che è un medico come me ed è appoggiato da 10 liste civiche più il Pdl”. Lei, invece, è sostenuta da una coalizione decisamente “spericolata” che mette insieme Pd, Fli, Udc e Psi, oltre a due liste civiche. “Posso sembrare il coniglio uscito dal cappello. Ma non è così. Sono la prova, la testimonianza che se c’è un obiettivo comune è possibile mettere da parte le divisioni per dare vita a una grande ed eterogenea coalizione che possa rappresentare l’alternativa”. E assicura: “Ognuno di noi ha rinunciato a qualcosa per andare incontro all’altro in nome del cambiamento. E nessuno ha preteso in cambio poltrone. Insieme, diversi e uniti, siamo la risposta a un centrodestra diviso che approda alle elezioni con quattro raggruppamenti”.

A sostegno di Iris Volante sono sbarcati a Cassino anche i big della politica (guarda le foto su Facebook): dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini al capogruppo Fli alla Camera Benedetto Della Vedova fino al presidente del Copasir Massimo D’Alema, che approderà il 10 maggio all’Iris Garden, un piccolo locale e punto di ritrovo per i sostenitori della 57enne aspirante sindaco. Il programma elettorale della candidata a cavallo tra destra, centro e sinistra “è vario ed eterogeneo come la nostra coalizione. Punta soprattutto ai servizi sociali ma è partito dal basso. Per tre mesi con il mio partito di appartenenza, l’Udc, abbiamo raccolto nei gazebo le richieste dei cittadini”. Cosa desiderano i cittadini di Cassino? Legalità, trasparenza e raccolta differenziata. In fondo la Campania e l’incubo rifiuti non sono così distanti.

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