Rimpasto, lo stop di Napolitano: "Si esprimano le Camere"

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Una nota del Colle chiede un nuovo passaggio parlamentare dopo la nomina di 9 nuovi sottosegretari. Il no della maggioranza: "Già fatto". Il Giornale attacca il capo dello Stato: "altro che arbitro". RASSEGNA STAMPA

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Sono tutte dedicate al braccio di ferro fra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi le prime pagine dei giornali di oggi 7 maggio. Il presidente della Repubblica chiede una verifica parlamentare dopo l'ingresso di nove sottosegretari provenienti da nuovi gruppi parlamentari; il capo del governo, tramite una nota dei capigruppo Pdl, replica che l'esecutivo ha già ottenuto diversi voti di fiducia e che la rimodulazione della squadra è avvenuta nel pieno rispetto delle prerogative di Camere e capo dello Stato.

Il monito del Colle è arrivato nel tardo pomeriggio di venerdì. In una nota, il Quirinale ossserva che "sono entrati a far parte del governo esponenti di gruppi parlamentari diversi rispetto alle componenti della coalizione che si è presentata alle elezioni politiche". Per questo, conclude il Colle, "spetta ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio valutare le modalità con le quali investire il Parlamento delle novità intervenute nella maggioranza che sostiene il Governo".

Una dichiarazione che, si osserva in ambienti parlamentari, sembra contenere la richiesta di un nuovo passaggio alle Camere per rinnovare la fiducia all'esecutivo. La replica di Berlusconi non si fa attendere attraverso i canali parlamentari: "Numerosi voti di fiducia, a partire da quello della svolta del 14 dicembre, hanno chiarito il quadro politico, con ripetute verifiche nelle sedi parlamentari", scrivono i presidenti dei gruppi di Senato e Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, e i 'vice', Gaetano Quagliariello e Massimo Corsaro, in una nota diffusa appena un'ora dopo i rilievi del Colle.

E i giornali di oggi si concentrano sul delicato momento istituzionale. "Maggioranza cambiata, valutino le Camere" è il titolo del Corriere della Sera, che dedica allo scontro un editoriale di Massimo Franco dal titolo "Le ragioni di un disagio crescente". "Rimpasto, l'altolà del Quirinale" è l'apertura di Repubblica, "Rimpasto, i dubbi del Quirinale" quello della Stampa. Il quotidiano diretto da Mario Calabresi dedica un editoriale di Marcello Sorgi allo scontro intitolato "Tensione istituzionale al limite".

Tra i giornali vicini al centrodestra, Libero scrive: "Napolitano sgambetta Silvio". Duro attacco al Capo dello Stato dal Giornale che titola: "Il comunista non ci sta". Il Tempo invece scrive: "Fate come dice il Colle, conviene": il giornale diretto da Sechi sostiene infatti che "un voto di fiducia rafforzerebbe la maggioranza".

Alcuni quotidiani, inoltre, pubblicano retroscena sulla reazione del premier alle parole di Napolitano. "E' un comunista", avrebbe detto Berlusconi del capo dello Stato, secondo il Riformista, mentre secondo Repubblica il premier avrebbe parlato di "indebita intormissione". Una nota di palazzo Chigi però precisa: "Il presidente Berlusconi non ha espresso ieri sera alcun giudizio né tantomeno parlato con qualcuno in merito alle osservazioni del Capo dello Stato sulla maggioranza parlamentare. Appare pertanto incredibile questa vera disinformazione che si legge sui quotidiani odierni".

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