Pannella: altro che Grillo, i veri outsider siamo noi

Il leader dei Radicali Marco Pannella
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Il leader radicale, candidato consigliere a Milano, spiega a Sky.it il perché del sostegno a Pisapia ("Non ha dietro nessuna corporazione") e attacca il comico: "Non ha alcun credito politico"

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A Milano punta su Giuliano Pisapia per "il suo lavoro parlamentare, per la sua attività giuridica e per le sue caratteristiche da borghese di una tradizione lombarda che tutti conoscono". E diffida parecchio da Beppe Grillo e i suoi candidati, "che non meritano nessun credito politico, non hanno nessuna esperienza istituzionale" e rischiano di pagare un conto elettoralmente salato per la "loro incapacità".
Marco Pannella, quattro volte deputato e altrettante europarlamentare, ha da poco spento le ottantuno candeline. Da più di mezzo secolo, agita e governa con mano decisa ma umbratile il partito radicale. E non ha nessuna intenzione di smettere, tantomeno a due settimane esatte dalle elezioni amministrative.
La sua pattuglia, che nel capoluogo lombardo (ecco la scheda elettorale) si presenta con Marco Cappato capolista (e Bonino e Pannella come candidati), ha deciso da tempo di allearsi con il candidato di sinistra, muovendo guerra anche ai manifesti abusivi. E il perché, a Sky.it, lo spiega in due parole: "Questa volta, piuttosto che un intellettuale più o meno organico offertosi nelle braccia della partitocrazia, Pisapia ha deciso di crederci con una sua iniziativa. I partiti si sono accodati subito dopo. E credo che sia davvero difficile individuare dietro di lui qualche corporazione o qualche grande potere".

Anche il Movimento cinque stelle ha un suo candidato, Mattia Calise, 20 anni (i grillini per la campagna elettorale spenderanno solo 7.000 euro), ma lei ha più volte criticato Grillo. Come mai?
E' un personaggio che connota l’Italia attuale. Quando lui è andato in piazza Duomo, a Milano, per dire che la Moratti ha già vinto la sua campagna elettorale grazie a venti milioni di euro spesi per la campagna, ha dimostrato di non avere mai avuto sensibilità e stima del popolo e dell’elettorato italiano.

Secondo quanto ha scritto il Corriere lei però, presentando il programma, si è anche domandato: "Se quel Calise viene eletto cosa saprà fare? La verginità e l’inesperienza politica non sono garanzia di onestà". Eppure tutta la storia dei radicali è piena di una lunga serie di segretari giovani o giovanissimi…

E infatti quella dichiarazione va meglio contestualizzata. Noi abbiamo avuto anche coordinatori nazionali di venti-trent’anni, tra cui Capezzone, Rutelli e Quagliarello. Tuttavia, quali che siano stati poi i loro sviluppi politici, tutti hanno sempre riconosciuto la loro grande professionalità istituzionale.

Ma la professionalità istituzionale si costruisce anche con l’esperienza…

Si, appunto, magari raccogliendo 109 milioni di firme, come abbiamo fatto noi durante gli ultimi quindici anni per presentare oltre cento referendum. O parlando con la gente, con un metodo che noi abbiamo provato a proporre di fronte a un parlamento partitocratico.

Anche i grillini, nel famoso V-day, hanno raccolto un milione e trecentomila firme per una legge di iniziativa popolare...

Ecco, quando Grillo lo ha fatto, ho cercato con amicizia e anche con speranza di spiegargli che stava sbagliando i tempi e i modi. E infatti quel milione e mezzo di firme li ha buttati al mare per la sua inesperienza, la sua incapacità e, in qualche modo, la sua scarsa serietà.

Grillo, però, di fatto non si candida. È Calise il candidato sindaco.

A lui semplicemente dico: guarda che se tu o qualcuno di voi sarai eletto in consiglio, beh, io non credo che riuscirai a pesare. Noi, invece, abbiamo una tradizione diversa: anche quando siamo entrati in pochi, abbiamo fatto una rivoluzione di costumi in parlamento nazionale ed europeo grazie al nostro modo di vivere la vita istituzionali e politica. E questo perché il nostro militante ha già le spalle una grossa scuola . Non mi risulta, invece, che i grillini eletti alle scorse regionali abbiano fatto qualcosa di significativo.

Dalle vostre stesse stime, spenderete 65mila euro per la campagna elettorale milanese. Da dove arrivano quei soldi?
Tutti noi abbiamo dato contributi personali. Oltre a quelli, ci sono stati una quarantina di sottoscrittori, che ci hanno dato una mano.

Un motivo per cui a Milano si dovrebbe votare radicale.

Cappato, insieme a Croci, ha proposto i referendum ambientali che si terranno il 12 giugno nel capoluogo per una città più pulita (leggi i quesiti). E poi noi ci siamo qualificati quale unica forza politica che pone il problema del regime lombardo, regime ormai corrotto e corruttore, comunione di associazioni per delinquere a livello tecnico per la loro lottizzazione del potere. Nessuno, nella partitocrazia, ci ha seguito. Lei conosce un’altra forza politica che sta facendo qualche polemica con il padrone?".

Ci sarebbero i grillini, appunto, che ogni giorno - proprio come Pannella - attaccano tutti i partiti indistintamente, anche se non usano mai la parola partitocrazia. Ma siamo di nuovo punto e a capo.

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