Governo, via libera alla nomina di nove nuovi sottosegretari

Nella foto Catia Polidori, ex Fli. Il 15 dicembre 2010, dopo aver votato la fiducia al governo Berlusconi, è entrata nel Gruppo Misto della Camera
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Tra i parlamentari "promossi" su proposta del premier ci sono anche esponenti del gruppo dei Responsabili e Catia Polidori (ex Fli). Ma non è finita, Berlusconi: "Ci sono altri dieci posti". Poi attacca Confindustria: "Faccia qualcosa per noi". VIDEO

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha nominato nove nuovi sottosegretari che vanno così a rimpolpare la compagine di governo.

Ecco i nomi - Come annunciato dal premier durante la conferenza stampa alla fine del Consiglio dei ministri, Roberto Rosso andrebbe all'Agricoltura, l'ex finiano Luca Bellotti andrebbe al Welfare, Daniela Melchiorre dei Liberaldemocratici allo Sviluppo Economico, Catia Polidori (che fa capo al gruppo di ex Fli di Silvano Moffa) e Bruno Cesario all'Economia, Aurelio Misiti, ex Mpa  alle Infrastrutture, il senatore ex Pd Riccardo Villari ai Beni  Culturali e il senatore Antonio Gentile all'Ambiente, Giampiero Catone, probabilmente allo Sviluppo economico.

Ma non è finita - Alla domanda se l'allargamento della squadra di governo fosse finito con le nomine odierne, il presidente del Consiglio ha risposto: "No, non è finito: intendiamo aumentare il numero delle componenti della squadra di governo perché ora abbiamo alla Camera una maggioranza più coesa politicamente che ci consentirà di portare avanti quelle riforme che prima, invece, la presenza di un nucleo statalista e giustizialista non ci aveva consentito di fare".
"Ma questi numeri - ha sottolineato - costringeranno ministri e sottosegretari ad essere sempre presenti in Parlamento al momento delle votazioni; il che comporta la sottrazione di due o tre giorni di operatività” al governo e "quindi riteniamo di avere la necessità di incrementare il numero dei componenti di governo attraverso un disegno di legge". "Pensiamo a una decina di nuovi sottosegretari. In questo modo tanti parlamentari  potranno trovare soddisfazione" alle loro legittime aspirazioni.

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Tra Berlusconi e Tremonti è pace fatta  - Il Cdm di giovedì 5 maggio ha inoltre approvato il decreto per lo Sviluppo e quello sulle energie rinnovabili.
Il decreto legge per lo sviluppo "si articola in dieci punti che saranno altrettanti motori di sviluppo senza spese pubbliche" ha spiegato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il decreto "messo a punto è il primo in una logica europea: lo presenteremo non alla Commissione ma agli altri Paesi europei". Il premier ha poi sottolineato di aver ottenuto "il risultato dei conti pubblici in ordine" e ha ringraziato a nome anche degli altri ministri il titolare dell'Economia Giulio Tremonti che svolge "un ruolo di dire sempre no a tutti i colleghi, un ruolo non facile e lo ringraziamo per questo". Insomma, dopo le presunte tensioni dei giorni scorsi, torna definitivamente la pace tra i due.

L'attacco a Confindustria - Battibecco a distanza fra il presidente del Consiglio e i vertici di Confindustria che chiedono al governo interventi per lo sviluppo. Durante la conferenza stampa del governo per la presentazione dei distretti turistici, a Berlusconi è stato chiesto che cosa vorrebbe dire a Confindustria che lunedì prossimo, 9 maggio, a Bergamo terrà le sue assise generali. Il presidente del Consiglio ha risposto con una battuta: "Sarebbe ora che Confindustria facesse qualcosa per noi e non che continui a chiedere a noi di fare qualcosa per loro".

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Napoli e i rifiuti -
Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa ha inoltre parlato della situazione a Napoli. "Abbiamo chiesto ancora una volta l'intervento dei nostri militari" per rimuovere i rifiuti. E ha aggiunto: "Da lunedì metteremo in campo 170 uomini per far  ritornare Napoli ad essere una città civile", ha affermato il  Cavaliere. (ASCOLTA L'INTERVENTO).

Il Pd attacca: "Spettacolo indecoroso" -
Immediata la reazione dell'opposizione dopo l'annuncio delle nuove nomine. "Spettacolo indecoroso, bastano numeri e nomi a confermare che questo governo si regge soltanto su cambiali pagate o da pagare. Otto-nove sottosegretari: Rosso, Melchiorre, Polidori, Cesario, Misiti, Villari, Gentile e Catone? Ci sono i Responsabili, che soltanto qualche giorno fa avevano dichiarato di 'soprassedere' in nome delle urgenze del Paese, già risolte?, ci sono i Liberali, gli ex Fli tornati al Pdl". Così Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati Pd, commenta l'ok al rimpastino da parte del Consiglio dei ministri con un'analisi della 'zebratura', la divisione secondo le quote di appartenenza, dei nuovi sottosegretari.
"Chiunque abbia dato - sottolinea - ha ricevuto un posto, ma non proprio tutti e quindi o si procederà a nuove nomine o cominceranno a mancare i voti in Aula. Una vergogna - sottolinea - perché questo governo non rappresenta l'Italia, uno schiaffo in faccia ai cittadini che lavorano e investono, ai ragazzi senza prospettiva, a chi fa della dignità e del merito il proprio stile di vita".

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