Governo Berlusconi a quota 64: non regge la dieta Bassanini

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Il limite imposto a ministri e sottosegretari, che con Prodi erano arrivati anche a 102, non dura: con le nuove 9 nomine superati i limiti previsti dalla legge. E il premier si prepara a salire ancora

Impallidisce, al confronto con la "carica dei 102" del secondo governo Prodi. E resta uno degli esecutivi più "magri" della seconda Repubblica. Il Berlusconi IV, anche con l'infornata di oggi, che ha portato in squadra ben nove nuovi sottosegretari, non supera infatti "quota 64". E pure quando, come annunciato, il plotoncino berlusconiano tornerà ad allargarsi con una decina di nuovi componenti, resterà ben al di sotto del record assoluto, stabilito da Prodi e dal Cavaliere in passato solo sfiorato.

In teoria, a contenere il numero dei membri del governo, ci pensa dal 1999 la riforma Bassanini, che fissa a 12 il numero dei ministeri. In pratica, però, leggi e leggine successive hanno permesso ai presidenti del Consiglio in carica di distribuire incarichi e deleghe in grande abbondanza. Fino a quando nel 2008, anche sull'onda dell'indignazione per i privilegi della 'Casta', è stata fissata una nuova asticella: l'esecutivo non può superare i 60 componenti. Silvio Berlusconi quell'asticella l'ha un po' innalzata ed è arrivato a 64, ma si prepara, annuncia lui stesso, ad alzarla per legge ancora una volta, fino a quota 74, o forse più.

Ad ogni modo, ripercorrendo in numeri la storia della seconda Repubblica, si registra un progressivo aumento delle poltrone di governo. Il Berlusconi I e il governo Dini, anni '94 e '96, nascono rispettivamente con 65 e 60 componenti.

Poi arriva Romano Prodi, che nel '96 ha un esecutivo di 70 persone (diverranno nei mesi 73). E di lì, si continua a salire. Nel suo primo esecutivo Massimo D'Alema nomina infatti 83 persone, che diverranno 93 nel D'Alema II. Si contiene un po' Giuliano Amato (ha una squadra di 78 persone e arriva alla fine a 80), ma con i suoi 25 ministri raddoppia il limite che Bassanini aveva fissato a 12.

Andamento a fisarmonica per il Berlusconi II. Giura nel 2001 con 85 componenti, poi nel tempo i sottosegretari passano da 53 a 61 e poi di nuovo a 59. Dopo la crisi e la nascita del Berlusconi III si raggiunge il punto di massima: 97 membri, di cui 25 ministri, 10 viceministri e 66 sottosegretari. Ma niente a che vedere con il Prodi II, che parte già corposo, con 99 componenti (25 i ministri), e arriva nel corso dei suoi due anni a quella che e' stata ribattezzata la "carica dei 102": record assoluto della Repubblica, con un uomo in più dell'Andreotti VII, che nel '91 si era fermato a quota 101.

Lo spirito della Bassanini torna solo, sull'onda delle polemiche contro la "Casta", con la finanziaria 2008: il tetto viene fissato a 60. E Berlusconi lo rispetta, almeno all'inizio, nominando 21 ministri e 38 sottosegretari nel suo quarto governo. Ma l'asticella viene poi alzata fino a 64 ed è lì che si ferma oggi il rimpasto del Cavaliere, che riempie tutte le caselle lasciate vuote dall'uscita dai finiani. E si prepara ad andare oltre.

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