L'ultima battaglia del Pdl? Il Viagra gratis

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Con un'interpellanza urgente 37 deputati, prevalentemente uomini e del partito del premier, hanno chiesto al ministro della Salute di far entrare il Cialis e la pillola blu in Fascia A. Ma solo per chi ha sofferto di cancro alla prostata

di Alberto Giuffrè

Il tema è delicato e coinvolge almeno 152 milioni di persone in tutto il mondo. Tanti sono i casi di impotenza registrati dai medici durante l'ultimo "Congresso mondiale di salute dell'uomo". Insomma, da un punto di vista politico si potrebbe definire una questione "bipartisan". Ad affrontarla però sono solo i parlamentari della maggioranza (tranne due di Fli). Trentasette deputati, per la precisione, per lo più del Pdl e in maggioranza uomini. Insieme hanno sottoscritto un'interpellanza classificata come "urgente" e rivolta al ministro della Salute: "Come il Governo intenda intervenire - si legge nel testo - per permettere anche ai farmaci per via orale diretti alla riduzione della disfunzione erettile di rientrare nella fascia A limitatamente alle gravi patologie citate in premessa". Si chiede, in poche parole, il passaggio di alcuni farmaci come Viagra e Cialis nella categoria dei rimborsabili. Ma solo per chi ha subito l'asportazione della prostata in seguito a un carcinoma.

Tra i firmatari compare anche Umberto Scapagnini, ex sindaco di Catania e teorico - da ex medico personale del premier - dell'immortalità di Silvio Berlusconi. Era stato Scapagnini del resto a legare i propri successi politici all'ars amatoria. "Ho vinto le elezioni anche grazie alla buona attività sessuale'', aveva detto in un'intervista a Gente nel 2005, il giorno dopo la sua rielezione a sindaco di Catania.

L'interpellanza si concentra sui tre farmaci da assumere per via orale e "in grado di indurre un'erezione": si tratta del sildenafil, vardenafil, tadalafil, noti rispettivamente con i nomi commcerciali di Viagra, Levitra e Cialis. La richiesta dei parlamentari nasce da un problema e cioè che per questi farmaci "è necessario un piano terapeutico del medico specialista e la loro rimborsabilità deve essere concordata insieme all'azienda titolare del medicinale".

Nella loro richiesta i deputati sottolineano anche che "la disfunzione erettile legata all'asportazione radicale della prostata per carcinoma è la più importante e la sua prevalenza dipende dal tipo di intervento eseguito". Una patologia che nel mondo politico non è più tabù da dieci anni. Cioè da quando nel 2000, Silvio Berlusconi, in un'intervista alla Repubblica, aveva confessato di aver sofferto di cancro alla prostata.

La risposta del governo è toccata al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini (Lega). Tra i sorrisini dei pochi deputati presenti nell'Aula semideserta ha spiegato che "la prescrizione di sildenafil, tadalafil e vardenafil per via orale a carico del Servizio sanitario nazionale è limitata ai pazienti con disfunzione erettile da danno transitorio o parziale del midollo spinale o del plesso pelvico, secondo un piano terapeutico specialistico".

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