Bologna, ecco il Gorilla che vuole diventare sindaco

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La città è tappezzata di suoi manifesti. Il candidato Magilla ha anche un sito e ha pubblicato uno spot su Youtube. Ma non esiste. E' la provocazione di un gruppo di giovani creativi, che dicono a Sky.it: "Bisogna smuovere la comunicazione politica"

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di David Saltuari

La città è stanca e distaccata? L'elettorato è deluso e addormentato? La propaganda dei candidati poco coinvolgente? A Bologna, a rianimare la campagna elettorale per le amministrative è arrivato il candidato gorilla. Magilla, questo il suo nome, è un candidato come tutti gli altri. Ha un programma elettorale (più aree verdi e più piste ciclabili, ma anche un nuovo patto tra residenti e studenti fuori sede), un comitato elettorale (il blog Dai voce alla Jungla), uno spot (che potete vedere qui sotto) e anche un'intensa campagna cartellonistica (guarda la fotogallery). Il suo difetto è che non esiste.
Magilla, il gorilla candidato a sindaco di Bologna, è infatti una provocazione messa in piedi da un gruppo di creativi bolognesi, tutti sotto i trent'anni e attivi nel mondo della comunicazione e della pubblicità. "Magilla è un po' il lato b della nostra vita professionale" spiegano a Sky.it

Una prima apparizione l'avevano già fatta l'anno scorso, in occasione delle elezioni regionali. Dal blog Dai voce alla Jungla si poteva scaricare un manifestino con un gorilla che parlava nel balloon di un fumetto da attaccare sui manifesti elettorali della propria città. Cosa fargli dire e quale parte politica andare a colpire era lasciato alla libera iniziativa dei navigatori. L'operazione si era diffusa in modo virale, anche oltre l'Emilia Romagna, tanto da attirare l'attenzione dei mezzi di comunicazione. Le motivazioni del gesto erano scritte sul sito: "Magilla è uno dei tanti animali di questa jungla, un semplice gorilla stanco di questa dittatura di caimani che ha trovato un megafono abbandonato da un esploratore e ha deciso di rivolgerlo contro gli animali delle pubblicità elettorali."

Ora, dopo un anno passato ad aggiornare il blog con le segnalazioni di tutte le forme più creative della comunicazione politica, hanno deciso di far fare il passo decisivo a Magilla e lo hanno candidato a sindaco. E oltre a spot e sito è partita anche una campagna di subvertising  (da subvert e advertising): modificare, cioè, i manifesti degli altri candidati per ribaltare la loro comunicazione. A Virgilio Merola si fa così dire "Vorrei una città con il Bologna in seria A", mentre al sorridente Maurizio Cevenini appare la scritta "Cosa c'è da ridere". (guarda la fotogallery)

L'operazione però non è tanto politica, quanto culturale, spiegano i promotori: "Volevamo rispecchiare quello che vediamo intorno a noi. Tutta la campagna elettorale è diventata ormai una prassi scontata. La spinta decisiva ci è venuta lo scorso anno. Avevamo un candidato, Flavio Delbono (Pd) che si è presentato con lo slogan 'C'è del buono a Bologna'. E poi siamo finiti commissariati per un anno e mezzo (Delbono tra l'altro ha patteggiato un anno sette mesi e 10 giorni per uso illecito di denaro pubblico, ndr). Lì abbiamo capito che bisogna smuovere la comunicazione politica."
Il capoluogo emiliano è storicamente una delle città con il più alto tasso di partecipazione politica. Un dato che negli ultimi anni ha iniziato a calare: "Il modo che la politica ha di comunicare è ormai una prassi forzata. Ci sono sempre gli stessi manifesti, gli stessi spot, mentre magari gli elettori iniziano a trovarsi più a  proprio agio con i nuovi media, che invece la politica non sa usare o usa male", raccontano gli ideatori di Magilla. Da qui l'idea di dare una scossa e vedere cosa succede. "Per ora qualcuno, mentre attaccavamo i manifesti, ci ha chiesto se Magilla esisteva veramente. Lo volevano votare".

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