Camusso risponde a Napolitano: "Divisi siamo più deboli"

Il segretario della Cgil Susanna Camusso
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Il segretario della Cgil nel dare il via alle celebrazioni per il 1 maggio risponde al monito del capo dello Stato sull'unità dei sindacati: "Le differenze ci sono, ma servono regole unitarie". Sacconi: "Dagli anni '70 sovraccarico ideologico sul lavoro"

"Abbiamo ascoltato il presidente della Repubblica, credo abbia assolutamente ragione: i sindacati divisi sono sindacati più deboli". Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, risponde al monito del presidente Napolitano sull'unità dei sindacati, nel dare il via alla manifestazione per il Primo maggio a Marsala. "Insistiamo a dire che le differenze ci sono e non si superano facendo finta che non ci siano ma dandosi nuove regole unitarie che permettano ai lavoratori di decidere", dice il leader della Cgil"

"Il vero problema è affrontare i veri problemi che hanno i lavoratori e la disoccupazione: questa è la vera emergenza". Dice invece il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, "l'unità dei sindacati può essere utile ma non è il fine". L'appello del Capo dello Stato "va accolto in modo positivo", aggiunge ma è "nel trovare lavoro che si misura l'utilità dell'unità dei sindacati, non in termini astratti”.

In occasione della festa dei lavoratori il Corriere della Sera pubblica un intervento sul tema del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Quando il dialogo sociale ha saputo liberare il lavoro dall'eccessivo carico di vincoli e di rigidità ne sono venuti anni di sviluppo con beneficio anche per i salari – scrive il ministro - eppure ogni percorso di innovazione è stato accompagnato da fasi di aspra conflittualità, talora sfociate persino nell'aggressione omicida ai mediatori chiamati a consigliare la conciliazione tra le ragioni dell'impresa e quelle dei lavoratori". "A partire dagli anni '70 si è prodotto un sovraccarico ideologico sul lavoro - osserva Sacconi - che ha impedito analisi condivise dei problemi e soluzioni utili a sostenere crescita con occupazione e lavoro di qualità”.

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