Amministrative 2011: è sfida aperta anche in 11 province

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Da Treviso a Reggio Calabria, passando per Mantova e Campobasso. Il 15 e 16 maggio si eleggeranno 11 nuovi presidenti. E in quattro casi il centrodestra schiera un leghista. Mentre i partiti del terzo polo scelgono di volta in volta con chi stare

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di Serenella Mattera


L’abolizione, che di tanto in tanto torna al centro del dibattito politico, non è mai avvenuta. E così anche quest’anno, il 15 maggio, le province italiane tornano al voto. Undici in tutto, concentrate soprattutto al Nord, sono chiamate a rinnovare presidente e giunta.
A sfidarsi, decine di liste e centinaia di candidati. Con alleanze variabili, spaccature a volte inaspettate e larghe coalizioni.

VERCELLI – Dopo il terremoto provocato all’inizio del 2010 dall’arresto per concussione dell’allora presidente Renzo Masoero (Pdl) e dopo un anno intero di commissariamento, la provincia di Vercelli torna al voto. Con sette candidati alla guida dell’ente. Per Pdl, Lega e La Destra corre il sindaco uscente del comune di Gattinara, Carlo Riva Vercellotti. A sfidarlo il Pd, con il deputato ed ex presidente delle Acli Luigi Bobba. Che però non potrà godere del sostegno dei partiti del centrosinistra: Sel, Idv e Fds tirano infatti la volata al segretario provinciale dell’Idv Carlo Rossi. E si spacca anche il terzo polo: l’Udc schiera Luciano Gualdi, Fli e Api invece Francesco Radaelli.

MANTOVA – Dopo un decennio di governo del centrosinistra e dopo aver conquistato per la prima volta nel 2010 il Comune di Mantova, il centrodestra (Pdl-Lega) prova a espugnare la provincia che si sviluppa attorno alla città dei Gonzaga, con un candidato del Carroccio. Si tratta del deputato Gianni Fava, che dovrà vedersela con altri sette sfidanti. Per il centrosinistra, il presidente uscente Maurizio Fontanili (Pd), al termine del secondo mandato passa il testimone al candidato senza tessera Alessandro Pastacci, sindaco uscente del piccolo comune di Quistello, sostenuto da Pd, Idv, Sel e liste civiche. L’Udc schiera invece Pietro Marcazzan, che si segnala per essere il parlamentare italiano più “povero”. Una scelta non sostenuta da Fli e Api, che lanciano Carlo Beduschi, già consigliere provinciale del Pd.

PAVIA – Anche nell’altra provincia lombarda al voto, dove si contano ben nove aspiranti presidenti, il centrodestra candida un uomo della Lega. Una scelta tribolata, arrivata al termine di un lungo braccio di ferro col Pdl, che in prima battuta aveva deciso di ricandidare il presidente uscente Vittorio Poma. Ma sul suo nome il Carroccio ha messo un veto, dopo che Poma aveva allontanato dalla propria giunta il leghista Angelo Ciocca, lambito dalle indagini sulla ‘ndrangheta in Lombardia. Alla fine il partito di Bossi è riuscito a imporre il suo Ruggero Invernizzi, già assessore della giunta Poma. Ma il presidente uscente non l’ha presa bene e, dopo aver dato vita a una propria lista civica, si è presentato contro Invernizzi, con il sostegno dell’Udc. A sfidare i due candidati del centrodestra, Pd, Idv e Sel schierano il senatore Daniele Bosone.

TREVISO – Pure nel territorio trevigiano, dove il Carroccio va forte, è un candidato in camicia verde a guidare Lega e Pdl: Leonardo Muraro, presidente della provincia uscente. Ma non poche polemiche ha sollevato la lista civica che lo sostiene: ‘Razza Piave’. Secondo il Pd, che ha presentato un esposto alla procura, il nome potrebbe infatti ispirare odio razziale, anche se si riferisce in realtà a un cavallo bianco. Intanto, il centrosinistra (Pd, Idv e Sel) ha scelto una donna, Floriana Casellato, per la sfida a Muraro. Il terzo polo (Udc-Fli-Api) schiera Marco Zabotti.

GORIZIA – Tre soltanto, i candidati alla provincia di Gorizia: il presidente uscente Enrico Gherghetta (Pd, Sel, Idv, Rc), Simonetta Vecchi (Pdl e Lega) e Stefano Cosma (Udc, Fli). Ad animare la campagna elettorale, il caso denunciato da Fli, di una ‘lista civetta’: ‘Isontino tricolore con Cosma’, che sostiene la candidata del centrodestra, ma richiama il nome dello sfidante del terzo polo. Com’è possibile? Quella lista, spiega il Pdl, fa capo a Sergio Cosma, storico leader della Fiamma tricolore isontina, nonché padre di Stefano, l’aspirante presidente di Udc e Fli. Una questione di famiglia, insomma.

TRIESTE – Centrodestra e terzo polo divisi sulla scheda elettorale della provincia di Trieste. Non solo Pdl (con Giorgio Ret) e Lega (con Paolo Polidori) vanno ognuno per proprio conto, ma anche Fli (con Enrico Sbriglia) e Udc (con Roberta Clon) presentano ciascuno il proprio candidato. La donna da battere è Maria Teresa Bassa Poropat, presidente uscente, sostenuta dal centrosinistra.

RAVENNA – Mentre continua a sognare il giorno in cui Ravenna diventerà parte di una regione Romagna distinta dall’Emilia, la Lega schiera un proprio uomo, Rudi Capucci, nella sfida che con il Pdl muove al centrosinistra, al governo della provincia da dieci anni. Il candidato da battere è Claudio Casadio, scelto dal Pd attraverso le primarie. Ma in lizza ci sono anche altri cinque aspiranti presidenti (tra loro Gianfranco Spadoni per l’Udc e Guido Baldrati Folli per Fli).

LUCCA – Punta alla riconferma, nell’unica provincia toscana al voto, Stefano Baccelli (Pd), che nel 2006 ha vinto al primo turno e ora può contare sul sostegno di Idv, Sel e Fds. Lo sfida una coalizione Pdl-Udc, con Gabriele Brunini, già presidente nazionale delle Misericordie. Fli e Api propongono invece una donna, Giuliana Baudone. Mentre ha un candidato proprio il Partito socialista italiano: Graziano Pancetti.

MACERATA – Nella provincia di Macerata si torna al voto dopo che il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere il ricorso di una lista locale, Lam (Lega autonomie municipali) contro l’esclusione dalle elezioni 2009. Tutto da rifare, dunque, per il presidente uscente, Franco Capponi (Pdl), che era riuscito a riportare il centrodestra al governo dell’ente dopo 15 anni e ora viene ricandidato con il sostegno anche di Lega e Destra, ma anche dalla lista di Magdi Cristiano Allam ‘Io amo Macerata’. Dovrà vedersela, però, con l’ex vicepresidente della sua giunta, Antonio Pettinari, dell’Udc. Con lui il centrosinistra cerca di replicare in provincia quel ‘modello marchigiano’, che vede il Pd (e anche l’Idv) insieme ai centristi. La lista Lam, dopo il ricorso vittorioso, presenta un proprio candidato, Luigi Gentilucci.

CAMPOBASSO -
Circa 500 candidati consiglieri, divisi in 28 liste. E sei aspiranti presidenti. Sono i numeri delle elezioni per la provincia di Campobasso. La metà delle liste, con ben 240 candidati, fanno capo alla coalizione di centrodestra, che vede uniti Pdl, Udc e anche i finiani di Fli a sostegno di Rosario De Matteis, per cercare di porre fine a 15 anni di governo del centrosinistra. Che, da parte sua, si presenta spaccato: Micaela Fanelli, sostenuta da Pd e Sel, non ha infatti l’appoggio dell’Idv, che candida il segretario regionale Pierpaolo Nagni. E a loro si oppone anche Simone Coscia, con due liste civiche di sinistra.

REGGIO CALABRIA – Nell’unica provincia del Sud al voto, sono in sette a contendersi il governo. Il presidente uscente, Giuseppe Morabito, punta a ottenere la rielezione con una coalizione composta da Pd, Prc, Psi, Pdci, ma non Idv e Sel, che sostengono Giovanni Nucera. Giuseppe Raffa, sindaco uscente di Reggio Calabria, viene adesso candidato alla provincia da Pdl e Udc. Fli schiera una donna, Patrizia Pelle.

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