Libia, partiti i raid italiani. La Lega: "Di male in peggio"

Tornado Ecr del 50/o Stormo di Piacenza e Tornado Ids del 6/o Stormo di Ghedi (Brescia), fermi nella base di Trapani Birgi, sede del 37/o Stormo dell'Aeronautica
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I caccia muniti di bombe hanno effettuato la prima missione dopo il via libera del governo. Dura reazione dal ministro Calderoli. Berlusconi difende Tremonti: "Cerca insieme a me una linea comune col Carroccio". Il 3 maggio il voto alla Camera

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Due Tornado italiani armati hanno compiuto la prima missione sulla Libia da quando il governo ha autorizzato la partecipazione ai bombardamenti sul paese nordafricano. Al momento si ignorano gli obiettivi mentre - informano fonti del ministero della Difesa - le comunicazioni sono state assunte dalla Nato. I due aerei erano dotati di un armamento di precisione per colpire obiettivi selezionati. Nelle stesse ore una violenta esplosione è stata avvertita a Tripoli, che era stata sorvolata poco prima dagli aerei della Nato. Inizia così la prima missione nei cieli libici dopo la decisione dell'Italia di partecipare ai raid colpendo obiettivi militari oltre ai radar.
Ed è quasi immediata la reazione della Lega. "Di male in peggio", commenta il ministro della Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli. "Solo quattro parole", precisa l'esponente leghista. Parole che però evidenziano che lo scontro tra Carroccio e Pdl sulla missione militare libica è ancora molto aspro.

Scontro Pdl-Lega - Non si placano dunque le tensioni all'interno della maggioranza. Tensioni che, secondo indiscrezioni, potrebbero anche portare a una vera e propria rottura tra Pdl e Lega. E' stato il Senatur Umberto Bossi, infatti, il primo a criticare duramente la decisione del Cavaliere, presa senza consultare la base.
E nel fronte caldo con la Lega si inserisce anche la polemica sul ruolo del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, attaccato ancora una volta dal quotidiano il Giornale in un editoriale del direttore Sallusti dal titolo, 'Tremonti aizza la Lega... Si va verso il ribaltone?'.
"Tremonti è impegnato con me a ritrovare con la Lega i termini di un comune impegno politico anche sulla politica estera" precisa in una nota il presidente del Consiglio, rinnovando così la sua fiducia al ministro dell'Economia dopo l'attacco del quotidiano di proprietà della sua famiglia, come già accaduto dopo un'intervista al ministro dei Beni culturali Galan molto critica sul titolare del Tesoro.

Alla querelle interna alla coalizione di centrodestra, poi, si aggiungono anche le critiche dell'opposizione che ha presentato una mozione per votare sulla missione al fine di verificare la tenuta della maggioranza, come spiegato dal leader del Pd Pier Luigi Bersani ai microfoni di SkyTG24.

Il voto sulla missione è fissato per il 3 maggio - Sui raid aerei italiani in Libia la Camera dei deputati è infatti chiamata ad esprimersi martedì 3 maggio. Idv e Pd hanno presentato le loro mozioni, il Terzo polo - Fli e Udc - ne ha annunciata un'altra, mentre si attende quel che farà la maggioranza. Al momento il centrodestra non si espone, ma mercoledì 27 aprile il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha ribadito il "no" della Lega Nord ai raid italiani contro le forze di Muammar Gheddafi e detto che occorre un passaggio parlamentare.
In tutta risposta, il premier Silvio Berlusconi avrebbe dichiarato di non temere un confronto in Parlamento e si è detto fiducioso di ricucire lo strappo del Carroccio.

Polemica sugli accordi della missione - Sulla mozione del Pd, intanto, è già partita una polemica politica. Il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha detto che "non è proponibile una mozione che ritorni sul deliberato assunto dalla Camera lo scorso 24 marzo. Se vogliono, propongano una mozione contro quel deliberato".
Il 24 marzo il Pd votò assieme al Pdl una mozione di sostegno alla partecipazione dell'Italia alla missione internazionale, mentre la Lega non partecipò al voto, per marcare il suo dissenso.
A questo proposito, a quanto si è appreso, il presidente Gianfranco Fini ha chiarito durante la riunione dei capigruppo che valuterà "in modo scrupoloso" che il voto delle mozioni non vada a confliggere con il voto del 24 marzo sulla risoluzione delle Nazioni Unite.
Fabrizio Cicchitto ha già escluso che si possa votare un nuovo sostegno a una missione già approvata. Dunque, ha aggiunto, "per noi è proponibile solo una mozione che vada contro quel deliberato, se qualcuno vuole farla".
Non la pensa così Dario Franceschini. "Dal punto di vista formale la mozione non sarebbe necessaria perché le risoluzioni comprendono già le nuove scelte, ma per noi è necessaria dal punto di vista politico", ha detto il capogruppo del Pd alla Camera ricordando le divisioni nella maggioranza. "La prossima settimana il voto in aula farà chiarezza", ha aggiunto. Quanto alla Lega, "sono più propenso a pensare che calerà le braghe, ma se ci fosse un voto differenziato sarebbe crisi nei fatti", ha ammonito.

A favore dell'impegno militare sarà la mozione del Terzo polo preannunciata Pier Ferdinando Casini. "Noi del Terzo polo presentiamo una mozione sulla Libia perché è necessaria un'assunzione di responsabilità in Parlamento e ci auguriamo si realizzi l'unità e rientrino prese di posizione un po' inconsulte", ha detto, "l'interesse nazionale viene prima delle beghe politiche e della campagna elettorale di Bossi".

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