Lassini: "Berlusconi non mi ha detto che ho sbagliato"

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Il presidente dell'Associazione autrice dei manifesti anti-pm e candidato col Pdl a Milano racconta la telefonata ricevuta dal premier: "Se fosse stato per lui non mi avrebbe mai fatto ritirare"

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"Ha cercato di consolarmi assicurandomi che mi capiva sino in fondo e che mi era vicino. Non mi ha detto: 'Roberto hai sbagliato'. Anzi si è sfogato a sua volta dicendomi di ritenersi un perseguitato dalle toghe e mi ha convinto ancora di più della necessità di riformare la giustizia".
In un'intervista a Libero (guarda la rassegna stampa), Roberto Lassini, il presidente dell'Associazione  dalla parte della democrazia autrice dei manifesti anti-pm apparsi a Milano, ricostruisce la telefonata che avrebbe ricevuto nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi. "Mi ha detto che gli dispiaceva molto che io dovessi dimettermi e che se fosse stato per lui non mi avrebbe mai fatto ritirare".

Lassini, candidato alle comunali di Milano nelle liste del Pdl, il 19 aprile scorso aveva letto una lettera di scuse indirizzata al presidente Napolitano in cui annunciava le sue "dimissioni irrevocabili", rinunciando alla candidatura.
L'estromissione dalla lista, però, non è tecnicamente più possibile e lo stesso Lassini nell'intervista non esclude che, se verrà eletto, rinuncerà all'incarico di consigliere comunale ("deciderò in base ai risultati") come del resto aveva già detto nei giorni scorsi.
Dopo un'iniziale tentennamento, il Pdl lombardo (e soprattutto il sindaco Letizia Moratti) avevano chiesto al candidato di abbandonare la corsa elettorale, ma all'interno del partito del premier sono state diverse le voci di solidarietà nei confronti della sua iniziative. Tra queste, anche quella del sottosegretario Daniela Santanchè.

Intanto, è giallo sulla lettera indirizzata da Lassini al presidente della Repubblica. Come riferisce il Corriere della sera, dal Quirinale fanno sapere che non è arrivata alcuna missiva e lo stesso mittente commenta: "Quella lettera l'ho letta al tg".

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