Berlusconi - Tremonti: scoppia la tregua

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Lungo faccia a faccia notturno tra il premier e il ministro dell'Economia dopo le critiche di Giancarlo Galan. Il Cavaliere vorrebbe una riforma del fisco per la campagna elettorale, ma il titolare di via XX settembre resta freddo

"Se non siamo finiti a gambe all'aria come la Grecia è perché ho imposto il rigore dei conti." Giulio Tremonti mantiene la bara dritta: la linea del rigore non si tocca. Concetti ripetuti anche a Silvio Berlusconi in un incontro durato quasi due ore a palazzo Grazioli. In un momento in cui gli Stati Uniti - questo sarebbe stato il suo ragionamento - vengono declassati per il debito, e' impossibile qualsiasi tentativo di 'finanza allegra' o di scossa all'economia. Anche se la situazione in Italia è migliore di altri Paesi le uniche misure che possono essere fatte sono quelle a costo zero: semplificazione fiscale e buona amministrazione.

Ad innescare il faccia a faccia di oggi sono state le critiche di Giancarlo Galan riportate dal 'Giornale' in prima pagina che rappresentano solo l'ultimo di una serie di affondi di ministri nei confronti del titolare del Tesoro. Per questo motivo il responsabile dell'Economia si è recato dal premier chiedendo spiegazioni in merito. Berlusconi avrebbe sostenuto di non saperne nulla, anzi di essere irritato nei confronti del 'Giornale'. Il premier ha citato anche l'editoriale del quotidiano con l'invito ai lettori a votare per Lassini, l'autore dei manifesti anti-pm: una mossa ritenuta sbagliata e controproducente. Il ministro, riferiscono fonti ben informate, avrebbe sottolineato come ci sia qualcuno che continua a guardare solo al proprio orticello, non tenendo conto della necessità di dover rispondere all'Europa. Tremonti da tempo si è sottratto al gioco delle insinuazioni e delle indiscrezioni che lo rappresentano come pronto a succedere al Cavaliere sulla poltrona di palazzo Chigi e vorrebbe che anche il Capo dell'esecutivo, sostengono le stesse fonti, facesse sentire la sua voce in modo da fare da argine costante alle critiche e alle continue richieste.

Tremonti è determinato a non prestare più il fianco agli attacchi dei colleghi del governo e del Pdl e avrebbe sottolineato la necessità di un richiamo contro il partito della spesa. Altrimenti il superministro, fanno notare fonti della maggioranza, questa volta è anche disposto alle estreme conseguenze. Il Cavaliere riconosce i meriti di Tremonti, lodi ripetute - secondo quanto viene riferito - anche nell'incontro di oggi. Chiede, però, un rilancio dell'economia e soprattutto un'accelerazione sulla riforma del fisco, in modo da avere un testo entro maggio e l'esame del Consiglio dei ministri prima dell'estate. La richiesta, dunque, è quella di allentare i cordoni della borsa, proprio in vista del voto delle amministrative. Il ministro di via XX settembre tuttavia avrebbe fatto presente lo stato delle casse e la difficoltà a concessioni senza copertura.

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