BattiQuorum il 12 giugno, prove di referendum su Facebook

1' di lettura

La retromarcia del governo sull’atomo mette in forse il quesito sul nucleare, che avrebbe spinto molti alle urne, ma non quello sul legittimo impedimento e sull’acqua. E il web si muove per evitare il pericolo astensione

Guarda anche:
SPECIALE REFERENDUM
Stop al nucleare, esplode la polemica
Nucleare, domande e risposte
Avanti tutta, anzi no: il governo e il nucleare

di Chiara Ribichini

“Battiamo il Quorum prima qui su Facebook e poi alle urne il 12 e 13 giugno”. E’ l’iniziativa lanciata dal Popolo Viola sul social network. Un evento che ha già raggiunto via web oltre 200mila persone. Un invito ad andare a votare il 12 e 13 giugno rivolto a tutti gli elettori raggiungibili attraverso il social network. Il rischio palpabile è infatti che, dopo la retromarcia del governo sul nucleare, venga meno uno dei motivi principali che avrebbe spinto molti a recarsi alle urne. “Il passo indietro del governo (che sul nucleare sarebbe stato battuto) è la solita furbata di Berlusconi finalizzata ad abbassare l’attenzione sugli altri quesiti referendari e di conseguenza non consentire il raggiungimento del quorum necessario affinché il referendum sull’acqua pubblica e sul legittimo impedimento sia valido” si legge nella descrizione della pagina di Facebook dell’evento. Per questo “occorre portare a votare circa 25 milioni di italiani. Dobbiamo informare tutti, fare circolare queste informazioni”.

L’allarme quorum era scattato subito dopo la presentazione da parte del governo dell’emendamento al decreto legge omnibus che blocca la costruzione delle nuove centrali previste dal programma di rientro dell’Italia nell’energia atomica. Dietro la mossa del governo in molti hanno infatti letto un modo per “boicottare” il voto sul legittimo impedimento. E subito è partita la campagna per scongiurare il pericolo. Oltre 230mila mila utenti hanno già aderito all’evento e promesso via web: “Io non mi astengo”. Centinaia i commenti lasciati sulla bacheca della pagina BattiQuorum Referendum. “Non si governa con le drittate. Avessi avuto, prima, qualche dubbio, ora ho la certezza che il 12 giugno andrò a votare” scrive Maurizio. “Farò quasi 300 km per votare e lo farò, anzi ne farei anche di più. Sul nucleare non hanno ritirato una benemerita mazza, per ora hanno solo sospeso e hanno detto che aspettano le decisioni dell'Europa” scrive Alberto.

Qualcuno però sottolinea che bisognerà attendere la decisione della Cassazione. “Attenzione fino a che non sarà la Cassazione che stabilirà che le norme "abrogate" dal governo soddisfino le richieste referendarie il referendum sul nucleare resta fissato al 12 e 13 giugno ovviamente quello sull'acqua e legittimo impedimento restano invariati” scrive Francesco. Proprio il presidente emerito della Corta Costituzionale Cesare Mirabelli si è detto convinto che il voto non possa essere impedito dalla modifica introdotta dal governo perché “riguarda il differimento dell'applicazione mentre i quesiti hanno contenuto più ampio investendo intere scelte in materia di nucleare". Per Mirabelli "l'emendamento incide solo sulla parte attuativa ma l'edificio rimane in piedi. E' come se avessero chiuso la porta ma la struttura resta" e dunque "rimane in parte attiva la disposizione per abrogare la quale è stato proposto il quesito referendario".
La parola passerà dunque all’Ufficio per il referendum della Cassazione che ha già detto che non prenderà alcuna iniziativa prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. E i tempi potrebbero essere troppo stretti.

Leggi tutto