Torino, è caos tra liste civetta e qualche Coppola di troppo

I candidati sindaco Michele Coppola (Pdl), Alberto Musy (Terzo Polo) e Piero Fassino (Pd)
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Il Terzo Polo presenta la lista "Coppola per Musy", intestata all'Udc Mina. Ma il pensiero corre a Michele, candidato sindaco del centrodestra. Berlusconi: "Un risibile stratagemma del candidato centrista che, oltre alle elezioni, perderà anche la faccia"

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Quattro giorni dopo la scadenza del termine per la presentazione delle liste per le prossime amministrative, a Torino l’apertura della campagna elettorale per le Comunali sta creando caos. Sono 44 i listini presentati a sostegno dei 15 candidati sindaco con un esercito di 1.760 aspiranti consiglieri, tra cui la singolare "Bunga bunga più pilu per tutti".
C'è però una lista su tutte che in queste ore sta suscitando polemiche. E' quella presentata dal Terzo Polo e depositata col nome "Coppola per Musy".
Immediata la reazione della maggioranza che accusa: è una lista civetta, creata solo per confondere le idee dell'elettore. Il listino del terzo Polo, in effetti, mette insieme i nomi di due candidati alla carica di sindaco, Michele Coppola per il centrodestra e Alberto Musy per il Terzo Polo. Solo che il Coppola di questa lista sarebbe in realtà una donna, Mina, moglie di un ex eurodeputato Udc, Antonio Mussa.
"È singolare che il cosiddetto Terzo Polo (Casini, Fini, Rutelli), sempre pronto a fare la morale su come ci si debba comportare, utilizzi liste patacca e trucchi per ingannare i cittadini" accusa Silvio Berlusconi. E aggiunge: "Spero che i maggiori esponenti dell'Udc a livello nazionale intervengano per impedire questo risibile stratagemma. In caso contrario, il 16 maggio il candidato centrista, oltre alle elezioni, avrà perso anche la faccia".
Anche il Pdl torinese non ha usato mezzi termini, anzi ha parlato di "disgusto per l'uso strumentale di un cognome per turbare l’esito della competizione elettorale" e ha chiesto l’intervento di Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini.

Accuse rispedite subito al mittente da Alberto Musy che nega che la lista incriminata sia una patacca: "Mina Coppola lavora con me da mesi, molto prima che Michele Coppola decidesse di candidarsi a sindaco di Torino". E aggiunge: "Perché mai la signora Coppola avrebbe dovuto rinunciare al suo cognome?".

Intanto Piero Fassino, candidato sindaco dal Pd, e Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, per smorzare le polemiche hanno proclamato la loro fede negli elettori che – dicono – sapranno scegliere le liste vere.
Operazione che però non risulta così facile, visto che ci sarà anche un altro Coppola candidato, Domenico, aspirante sindaco sostenuto da ben sei diverse liste.

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