Castiglione della Pescaia (Gr), esclusa la lady di ferro Pdl

Monica Faenzi con Silvio Berlusconi, durante la campagna elettorale per regionali del 2010
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Bocciata per un vizio di forma la lista del centrodestra alle elezioni nel Comune toscano. Rischia così la sconfitta a tavolino Monica Faenzi, sindaco per 10 anni e candidata di Berlusconi alle regionali 2010. Ma lei accusa: "Irregolarità contro di noi"

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di Serenella Mattera


Perdere a tavolino una delle poche roccaforti del centrodestra nella rossa toscana: Castiglione della Pescaia (Grosseto), luogo di vacanze di Romano Prodi e regno incontrastato da dieci anni della ‘lady di ferro’ berlusconiana Monica Faenzi. Essere esclusi dal consiglio comunale per colpa di un vizio di forma, una disattenzione nella compilazione delle liste. E’ il rischio che corre il Pdl nella cittadina in provincia di Grosseto. Dove il partito del premier rivive, in scala ridotta ma con le stesse angosce, la vicenda dell’esclusione delle liste Pdl nel Lazio, alle regionali 2010. Se il Tar della Toscana non accoglierà il ricorso presentato in queste ore, Berlusconi e la sua pupilla Faenzi dovranno dire addio anzitempo e senza neanche combattere, a un pezzo di Maremma.

I fatti, dunque. Il Pdl presenta venerdì le sue candidature al Comune di Castiglione, con in testa l’aspirante sindaco Sandra Mainetti, braccio destro della Faenzi, candidata anche lei, come capolista. E la vittoria sembra cosa facile, se si considera che Faenzi è stata primo cittadino dal 2001 ad oggi, assurgendo intanto agli onori della cronaca nazionale come ‘lady di ferro’ berlusconiana nell’estate 2007, per un battibecco con l’allora premier Prodi, in vacanza nel suo Comune (lui la definì scortese, lei gli rispose: “maleducato”).

Faenzi intanto viene candidata ed eletta alla Camera, poi viene scelta da Berlusconi come sfidante del centrosinistra alle ultime regionali in Toscana (perde contro Enrico Rossi al primo turno). Ma la doccia fredda arriva questo fine settimana, quando le comunicano che la Commissione elettorale ha rigettato la lista del Pdl alle comunali per una violazione nella compilazione dei documenti. In particolare, i nomi del candidato sindaco e dei candidati consiglieri sono stati riportati solo nel frontespizio del primo prospetto con le firme a sostegno della lista e non, come invece prescrive l’articolo 32 della legge elettorale, su ognuno di essi. Un “errore grossolano”, lo definisce la stessa Faenzi.

Se l’esclusione venisse confermata, il centrodestra sarebbe ufficialmente fuori dal Consiglio comunale. Perché a correre per la poltrona di sindaco rimarrebbero il candidato del centrosinistra, sostenuto anche dall’Udc, Giancarlo Farnetani, e una lista civica guidata dall’ex Idv Mario Ferraro. Un’ipotesi che la pidiellina Mainetti definisce “quantomeno antidemocratica”.

Ma il Pdl è già corso ai ripari, con un ricorso al Tar della Toscana. “Temiamo di essere vittime di un qualcosa di più grave. Sono in corso verifiche e il timore è che nei nostri confronti siano state compiute irregolarità – denuncia adesso Faenzi – L’errore è stato così grossolano che è impossibile che nessuno se ne sia accorto. Le liste sono state presentate un giorno prima della scadenza e ci sarebbe stato tutto il tempo per integrarle. Io stessa sono stata personalmente rassicurata che i documenti depositati andavano bene”. E così, mentre si aspetta il verdetto dei giudici, la campagna elettorale va avanti.

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