Berlusconi: "Giudici eversivi, farò commissione d'inchiesta"

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Il premier partecipa al meeting nazionale del Pdl. "La magistratura vuole sovvertire il volere degli italiani come fece anche nel 1993". E difende il processo breve: "Io devo essere tutelato". IL VIDEO

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Mentre a Milano impazza la polemica sui manifesti anti-pm, Silvio Berlusconi torna ad attaccare la magistratura, accusandola di finalità eversive, lancia l'idea di una commissione d'inchiesta che indaghi sui giudici e non risparmia la Corte costituzionale, accusata di essere un organo politico. Lo fa dal palco del primo meeting nazionale del Pdl, appuntamento organizzato da Michela Vittoria Brambilla per lanciare quello che dovrebbe diventare il primo patronato del partito di centro-destra.

"Magistrati eversivi" - La magistratura, secondo il premier, è "permeata dalle idee dela sinistra". "I magistrati - ha continuato Berlusconi - vogliono sovvertire la volonta degli italiani. In termini tecnici questa si chiama eversione. Lo hanno fatto nel 1993 quando hanno fatto fuori i cinque partiti che avevano governato fino ad allora, hanno fatto fuori un leader votato dagli italiani come Bettino Craxi, lo hanno accusato di aver usato la politica per arricchirsi, nel 1994 hanno fatto fuori il nostro primo governo."



"Mai stato condannato" - "Sono 17 anni che la magistratura tenta di farmi fuori considerandomi un ostacolo, ma io sono ancora qui e nonostante tutti i processi non sono mai stato condannato" ha continuato il premier, aggiungendo poi che "nel nostro Paese la situazione è difficile perché l'opposizione è rimasta sempre la stessa, con i loro leader che sono gli stessi giovani dell'89. Hanno una politica che va contro il buonsenso e che è del 'tanto peggio tanto meglio"'.

"Critiche a processo breve sono ridicole" - Silvio Berlusconi liquida poi come critiche "senza senso del ridicolo" le accuse di danneggiare le famiglie delle vittime di tragedie come il terremoto di L'Aquila o il treno di Viareggio, rivolte alla legge sul processo breve. "Tutti i Paesi distinguono tra incensurati e no, e quindi modulano diversamente la prescrizione", spiega il presidente del Consiglio che censura come "bazzeccole magari di 15 anni prima" le questioni per le quali è chiamato a rispondere in giudizio, circostanza che "distrae un presidente del Consiglio dal suo lavoro".

Poi entra nel merito delle critiche alla riforma. "Dicono, 'le vittime di Viareggio, le vittime di L'Aquila, le vittime di Cirio, le vittime di Parma...", elenca Berlusconi modulando la voce come quando si riferisce chi leva un lamento, per poi osservare che queste critiche sono "tutte senza senso del ridicolo". Dunque Berlusconi, come aveva fatto in Parlamento Alfano, ricorda che "il processo di Viareggio prevede due reati: il disastro ferroviario si prescrive in 23 anni, cioè fino al 2032. L'omicidio colposo plurimo invece in 34 anni, cioè c'è tempo fino al 2044. Per Cirio e Parmalat, invece, i tempi sono "da 18 anni e qualche mese a 17 anni e qualche mese". Ecco dunque una "legge imposta dall' Europa che ci ha imposto multe per milioni".

Commissione d'inchiesta sulla magistratura - Il premier poi torna a sostenere "l'opportunità di una commissione di inchiesta che accerti se esiste un'associazione a delinquere a fini eversivi nella magistratura". E spiega che "i giudici ci considerano tutti delinquenti che l'hanno fatta franca e ciò è dettato dall'invidia da cui sono posseduti. Siamo di fronte ad una magistratura che e' uscita dal proprio alveo e che tenta di imporre ai cittadini un altro governo rispetto a quello che loro hanno scelto"

"Devo essere tutelato" -  "Un presidente del Consiglio deve difendere il suo Paese in politica estera e deve essere per questo tutelato e non può essere distratto per delle bazzecole magari accadute 15 anni prima" ha affermato il premier  e ricordando: "Il governo ha fatto tre leggi: il lodo Schifani, il lodo Alfano e il legittimo impedimento. Tutte approvate con tempi lunghissimi dal Parlamento ma che la Corte costituzionale ha abrogato e non sto a dare giudizi su quei giudici".

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