Napolitano sul processo breve: "Valuterò prima del voto"

Il capo dello Stato ha parlato del processo breve
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L’annuncio del capo dello Stato. Immediata la reazione di Berlusconi, che assicura: "Chiarirò con il Colle". E poi rilancia sulle intercettazioni. L'Anm attacca la norma “salva-premier”: resa dello Stato di fronte al crimine

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Bisogna convincere Napolitano della costituzionalità del processo breve e sono sicuro che riusciremo a farlo. Il giorno dopo l'approvazione della norma che riduce i tempi di prescrizione, , Silvio Berlusconi ai vertici del Pdl riuniti a palazzo Grazioli per fare il punto sul calendario ha tracciato una 'road map' per il futuro. Riforme istituzionali e riforma della giustizia in primo piano. Ma il presidente del Consiglio, ha sottolineato anche che sul processo breve bisogna andare avanti e che il Capo dello Stato si convincerà che la legge non va contro la Costituzione. E' un provvedimento - ha sottolineato il Cavaliere - che non influenza minimamente i grandi processi come quello sulla strage di Viareggio, è la
convinzione del Capo dell'esecutivo. Per questo il ministro della Giustizia Angelino Alfano salirà prossimamente al Colle. Durante il vertice di maggioranza, si è deciso di "puntare molto sulla riforma istituzionale, riforma della giustizia e di andare avanti con le intercettazioni, che sono ferme alla Camera. "Ora che la maggioranza è coesa - si spiega - possiamo farlo".

Il giorno dopo l'approvazione del processo breve non si placano le polemiche, con l'opposizione che attacca ancora governo e maggioranza, l'Avvenire che ritiene la legge un'occasione sprecata e l'Associazione nazionale magistrati che boccia la norma e la considera una "resa dello Stato davanti al crimine".
Mentre il capo dello Stato, da Praga, fa sapere che ha intenzione di "valutare i termini di questa questione quando saremo vicini al momento dell'approvazione definitiva in Parlamento", il quotidiano della Cei si dice certo che "i nodi della giustizia non saranno sciolti" con "questa legge definita solo per convenzione sul 'processo breve'", e che in realtà "non servirà affatto ad accorciare i tempi dei processi".
Questo, dunque, il giudizio sulla norma approvata mercoledì 13 dalla Camera e che ora passa in terza lettura al Senato. E il giorno dopo il voto arriva anche il nuovo attacco dell'Anm secondo la quale la legge sulla prescrizione breve "è un'amnistia permanente per numerosi gravi reati, come la corruzione, l'evasione fiscale, la truffa, la truffa ai danni dello Stato, l'appropriazione indebita, l'omicidio e le lesioni colpose, quelli in materia di ambiente e di infortuni sul lavoro". (Leggi quali potrebbero essere le sentenze a rischio).

Il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, pone invece l'accento sul dato politico: "I numeri in Parlamento hanno anche sostanza politica: la maggioranza ha aumentato i suoi consensi nel voto a scrutinio segreto. Questo dimostra che la maggioranza si è rafforzata, anche politicamente, e l'opposizione si è indebolita, anche politicamente".
Di merito, invece, la critica del Pd: "E' stato muro contro muro, muro contro il buonsenso e contro le esigenze del Paese", ha sottolineato Pierluigi Bersani, "noi non siamo affatto
affezionati a passare giorni e notti in Parlamento a discutere dei processi di Berlusconi", il Paese "ha problemi enormi ed è scandaloso che tutto si concentri attorno alle questioni di
Berlusconi. Questo dà amarezza".

Alla polemica e alle tensioni del dopo voto, si aggiunge anche la richiesta avanzata dal Pdl al presidente della Camera Fini di intervenire sul comportamento tenuto in aula da Rosy Bindi. Fabrizio Cicchitto, capogruppo della maggioranza a Montecitorio, definisce infatti "gravissimo" quanto è accaduto mercoledì 13 aprile. La presidente del Pd dai banchi della Camera ha protestato insieme a tutto il suo gruppo al grido di "P2, P2" contro il presidente dei deputati del Pdl, che nel corso delle dichiarazioni di voto aveva detto: "Non ci faremo processare nelle piazze".

Intanto, mentre prosegue la querelle sulla successione a Silvio Berlusconi, il premier riunisce i capigruppo di maggioranza di Camera e Senato per fare il punto nella coalizione e verificare l'agenda parlamentare dei prossimi mesi.

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