Processo breve, sì della Camera. Berlusconi: "Noi compatti"

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314 a favore, 296 contrari: con 18 voti di scarto passa la norma che consente al premier di estinguere il processo Mills. Per l’opposizione però rischiano di saltare anche quelli su Viareggio e L’Aquila. Sit-in del Popolo Viola. VIDEO E FOTO

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La Camera ha detto sì al disegno di legge sul processo breve, che prevede la riduzione dei termini di prescrizione per gli incensurati imputati in primo grado. I sì sono stati 314 e i no 296 (GUARDA IL VIDEO IN ALTO). A favore hanno votato Pdl, Lega e Responsabili. Contrari Pd, Idv e Terzo polo. Il testo ora torna al Senato per la terza lettura.

La soddisfazione di Berlusconi - Finalmente una legge che mette l'Italia al passo con l'Europa. Silvio Berlusconi con i diversi deputati che lo hanno chiamato per informalo dell'approvazione della legge non nasconde la soddisfazione per il via libera al provvedimento. Una soddisfazione legata anche alla tenuta della maggioranza che in questi due giorni ha dato prova, a detta del premier, di una reale compattezza: è stata l'opposizione - ha confidato ai suoi - a fare una pessima figura. Tra l'altro - ha proseguito nel ragionamento - i voti in più che ha ottenuto la maggioranza dimostrano che quota 330 è un obiettivo concreto.

Bersani: "Un passo verso l'abisso"
- "Il governo nella coscienza degli italiani ha fatto un passo verso l'abisso. Ora sta a noi far comprendere la vergogna di questo provvedimento che dimostra l'assoluto disprezzo verso i problemi veri del paese". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha commentato il via libera alla Camera sul processo breve.

Via libera alla norma "salva-premier"
- Intanto nel pomeriggio era già passata, con una maggioranza di 18 voti, la norma sulla prescrizione, che rappresenta il nuovo cuore della legge e che permetterebbe a Silvio Berlusconi di estinguere il processo Mills per intervenuta prescrizione del reato contestato, la corruzione giudiziaria, prima della sentenza. In seguito è stato invece respinto, con il primo voto segreto, un emendamento dell'Idv. "In tutte queste sedute la maggioranza ha tenuto, e il risultato di quest'ultima votazione a scrutinio segreto ridicolizza l'opposizione", ha commentato Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.

Anm: "Una sconfitta per lo Stato" - "E' una sconfitta per lo Stato". Così il presidente dell'Anm Luca Palamara commenta il voto alla Camera. "Così si affossa definitivamente il processo. Si rinuncia ad accertare l'eventuale responsabilità o innocenza di un imputato e
contestualmente - sottolinea Palamara - si nega la giustizia alle vittime di un reato. In giornata Michele Vietti, vicepresidente del Csm, aveva espresso la sua solidarietà ai magistrati "di fronte agli attacchi" del premier (GUARDA IL VIDEO).

Scontro sul ruolo di Gianfranco Fini
- L'avvio di seduta in mattinata è stato particolarmente turbolento, con l'intervento del democratico Roberto Giachetti, che ha criticato il presidente della Camera Gianfranco Fini per le sue recenti decisioni sull'andamento dei lavori. "Da quando la Lega e il Pdl l'hanno criticata, lei si è comportato come il peggiore presidente" ha attaccato Giachetti (GUARDA IL VIDEO).
Immediata la difesa di Fini da parte del leader Udc Pierferdinando Casini: "Sono allibito di fronte all'intervento di Giachetti. Lei presiede impeccabilmente, mentre ciascuno la vuole tirare dalla propria parte. Il suo intervento, Giachetti, è completamente fuori luogo perché dimostra una concezione del parlamento per cui il presidente si difende solo se fa ciò che ci fa comodo, mentre il presidente deve essere terzo".
Alla fine Gianfranco Fini ha comunicato che la presidenza della Camera "applicando rigorosamente il regolamento", non concederà all'opposizione un ampliamento dei tempi per intervenire sul testo.
Alla fine interviene anche Bersani per gettare acqua sul fuoco. "Giachetti ha esagerato un po' - dice il segretario del Pd - e comunque il suo non era un giudizio globale sulla presidenza, ma su un passaggio particolare della conduzione d'aula".

I contrasti sul disegno di legge - Il ddl, approvato dal Senato con una serie di norme che sancivano il proscioglimento dell'imputato se il suo processo fosse durato oltre una certa soglia di tempo, è stato ampiamente rimaneggiato alla Camera dal Pdl, che lo ha svuotato di questo e altri contenuti, per inserirvi una nuova norma: la riduzione dei tempi di prescrizione per un vasto spettro di reati per gli imputati incensurati in primo grado di giudizio.
Tra i beneficiari della legge ci sarà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che potrebbe vedere la fine del suo processo Mills per intervenuta prescrizione del reato contestato, la corruzione giudiziaria, prima della sentenza di primo grado. L'opposizione contesta inoltre che la norma si applica anche ai reati di omicidio colposo plurimo, per cui rischiano di finire nel nulla i processi per il disastro ferroviario di Viareggio e il crollo della Casa dello studente all'Aquila durante il terremoto dell'Abruzzo.

Sit-in del Popolo Viola a Montecitorio
- "Vergogna, vergogna" questi i cori che si levano dal sit-in organizzato a Montecitorio dal Popolo Viola contro "l'amnistia mascherata del processo breve". In piazza alcune centinaia di persone hanno intonato anche l'inno di Mameli. "La verità non si compra la giustizia si pretende - recita un grande striscione adagiato per terra - verità, giustizia, sicurezza per Viareggio. Perché non accada mai più”. "Non servono sentenze colpevoli - si legge su un altro - solo uomini".

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