Torino, Fassino lancia la volata verso il Comune

Il candidato a sindaco di Torino per il Pd Piero Fassino
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L'ex segretario dei Ds apre ufficialmente la campagna elettorale. Cita Luciana Lama, si dice disposto a "giocare a carte con Marchionne" e offre collaborazione a Cota. Critiche dal Pdl: "Cerca di fare il piemontese, ma è un candidato romano"

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"Non sarò un sindaco quieto, ho l'ambizione di continuare a cambiare Torino e per farlo bisogna rischiare". Piero Fassino, candidato del centrosinistra alla carica di primo cittadino del capoluogo piemontese, lo ha affermato domenica al Teatro Carignano. Occasione, una intervistata pubblica di Gianni Minoli che ha segnato l'avvio ufficiale della campagna elettorale per le amministrative del "due volte ministro e per sette anni segretario", che ha "scelto di tornare in prima linea, zaino in spalla". Convinto, come lui stesso ha spiegato da palco del teatro, che "lavorare sul territorio non sia meno strategico del farlo da Roma".

"Alla tranquillità della conservazione - ha detto Fassino citando Luciano Lama - l'uomo intelligente deve sempre preferire il coraggio dell'innovazione. Oggi viviamo - ha sottolineato - in una società dinamica, e il compito della politica in questo terremoto è quello di guidare il cambiamento. Per cento anni Torino ha funzionato come città univocazionale, in simbiosi con la Fiat. A partire dal 1980, quando quel motore si è inceppato, la città ha vissuto dieci anni di sofferenza. Poi è arrivato il ventennio delle amministrazioni di Valentino Castellani e Sergio Chiamparino, che hanno saputo trasformare il simbolo della crisi in opportunità di cambiamento, riconvertendo la citta'-fabbrica nella Torino multivocazionale di oggi. Questo processo non è esaurito, il mio obiettivo - è completarlo".

In un teatro stracolmo e partecipe, con gente anche nella piazza antistante, Fassino ha toccato molte corde. Sulla Fiat ha bacchettato "l'assenza del governo" contrapponendola alle "risorse  pubbliche e agli elogi a Marchionne per il salvataggio della Chrysler tributati da Obama negli Usa". Ha rimarcato che la priorità è "tenere l'azienda a Torino", e a Minoli che gli ricordava le partite a carte del sindaco uscente, ha risposto: "Se servirà, giocherò anch'io a scopone con Marchionne". All'anima cattolica del Pd, Fassino ha parlato affermando di essere "credente" e ricordando di avere studiato dai Gesuiti, dai quali ha appreso "un insegnamento non dogmatico e aperto alla critica". Ha poi annunciato l'intenzione di "collaborare nell'interesse di Torino" con il governatore leghista del Piemonte, Roberto Cota. E, sul terreno del suo avversario del centrodestra Michele Coppola, attuale assessore regionale alla Cultura, ha lanciato l'annuncio che farà "un grande Telethon torinese per finanziare la cultura".

Critiche al discorso di Fassino arrivano dal coordinatore regionale del Pdl del Piemonte, Enzo Ghigo, secondo cui "è sempre più' evidente" come Fassino, "provi a parlare da torinese, ma rimane un candidato romano". "L'onorevole Fassino - sostiene Ghigo - racconta la sua verità, dice sì a tutto e tutti, mette insieme nello stesso giorno il sì alla chiesa e alle tematiche gay (Fassino ha partecipato domenica al congresso dell'Arcigay, ndr). Dimostra un'arroganza tipica di chi è da tanti anni lontano dall'amministrazione comunale e dai problemi di tutti i giorni. Avrebbe fatto meglio - conclude - a contestare il taglio del 25% alla cultura compiuto dal comune di Torino in questi giorni".

Non sembra convinto neanche  Alberto Musy, candidato sindaco per il Nuovo Polo. "Fassino oggi ha dimostrato un perfetto stile cerchiobottista, esercitandosi retoricamente sulle cose giuste da fare. Forse - afferma Musy - il candidato della sinistra ancora non sa di essere ostaggio della nomenclatura che lo sostiene, abituata a spendere i soldi dell'amministrazione e non a tagliare, con il vantaggio di pochi privilegiati". "I torinesi - aggiunge - per fortuna cominciano a capire che possono credere in un'alternativa a questo sistema chiuso ed elitario che esclude gran parte della citta' da  opportunita' di crescita e sviluppo".

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