Migranti, l'Ue boccia l'Italia. Maroni: usciamo dall'Europa

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Per Bruxelles è prematuro attivare la direttiva sulla protezione temporanea per i profughi. "Meglio soli che male accompagnati", ribatte il ministro. Berlusconi a colloquio con Barroso: "Il presidente della Commissione appoggia la nostra linea"

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La linea italiana sugli immigrati non piace alla Ue. A poco è servito l'appello alla solidarietà del ministro dell'Interno Roberto Maroni rivolto a Lussemburgo ai partner europei, davanti al Consiglio Affari interni e di giustizia dell'Ue. La "bocciatura" europea della linea italiana è arrivata già all'inizio della riunione: la commissaria Ue agli Affari interni, Cecilia Malmstrom ha spiegato che "non si può far scattare la procedura sulla protezione temporanea degli sfollati da situazioni di conflitto o violazione massiccia dei diritti umani perché "non c'è un flusso abbastanza rilevante di rifugiati (dalla Libia, ndr) per poterlo fare".

L'ira di Maroni: usciamo dalla Ue -
"E' stato un incontro deludente - ha detto Maroni - è stato approvato un documento con la mia astensione, che non contiene nessuna misura concreta di solidarietà". L'Italia, ha ricordato il ministro, "durante la crisi economica è stata solidale con la Grecia, il Portogallo e l'Irlanda. Di fronte a questa crisi sociale e geo-politica la risposta alla richiesta italiana è  che dobbiamo fare da soli". Maroni ha ricordato che l'Italia sta agendo per affrontare l'emergenza: "Oggi ci sono i primi due voli di rimpatrio" e domani il presidente della commissione Barroso sarà a Tunisi.
I dubbi del ministro sull'appartenenza all'Unione Europea sono stati ribaditi anche di fronte ai richiami del presidente Napolitano che nella giornata di lunedì 11 aprile ha chiesto di "non prendere in considerazione posizioni di ritorsione verso la Ue".
"Sappiamo che con l'Europa non si scherza - ha osservato Maroni - ma se quando si chiede la solidarietà ci viene detto di fare da soli, mi pare che qualcosa non funzioni. Abbiamo fatto un accordo bilaterale con la Tunisia concedendo una linea di credito, c'è l'accordo per i rimpatri e forniamo mezzi: siamo l'unico Paese europeo che fa qualcosa. Meglio soli che male accompagnati", ha concluso il ministro.

Berlusconi: "Barrosso appoggia la nostra linea" - Intanto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi approva la linea portata avanti dal titolare del Viminale. Maroni, infatti, avrebbe chiamato il premier per illustrargli l'esito del Consiglio dei ministri europeo di Lussemburgo. Secondo quanto si apprende, Berlusconi ha condiviso l'analisi del ministro secondo cui l'Europa ha lasciato sola l'Italia ad affrontare l'emergenza immigrazione. In considerazione di ciò, il Governo ha deciso di investire ulteriormente nella fase di attuazione dell'accordo bilaterale con la Tunisia per fermare le partenze ed aumentare i rimpatri. E in serata, attraverso una nota, Berlusconi fa sapere che il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso appoggia la linea del governo italiano sui rapporti con la Tunisia.

Fini: il governo si guardi la coscienza - Di parere opposto il presidente della Camera, che dichiara: "Se il governo italiano vuole essere credibile in Europa, deve anche guardarsi la coscienza e chiedersi, a esempio, se non ha sbagliato nel passato quando, proprio per compiacere la Lega, Roma diceva che l'Europa più lontana stava meglio era. Se la vogliamo dire tutta, diventa difficile essere credibili in Europa se si chiede all'Ue di fare fronte comune e ancora non si nomina il ministro per le Politiche comunitarie che è stato promesso a troppi e tanti deputati".

Bersani: fuori dalla Ue per entrare nell'Unione Africana? - Punta l'attenzione sull'aspetto della credibilità anche il leader del Pd Bersani. "Se noi non abbiamo credibilità sufficiente per le cose che facciamo e diciamo in Europa, non avremo mai ascolto". Questo quanto dichiarato da Napoli, a margine di una manifestazione a sostegno del candidato sindaco del Pd e di Sel Mario Morcone. " Questo è il risultato della propaganda del governo - aggiunge - propaganda su propaganda e soluzioni zero. Adesso sento che la destra vuole portarci fuori dall'Ue. Dove vuole portarci, nell'Unione africana?". "Questi problemi si risolvono con più razionalità - conclude - abbiamo avuto in passato 50mila kosovari e abbiamo risposto con razionalità e umanità. E abbiamo ottenuto solidarietà dall'Unione europea" (ASCOLTA LE REAZIONI DELLA POLITICA ITALIANA).

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