Berlusconi a Lampedusa: "Siamo stati di parola"

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante il sopralluogo nell'isola dei conigli a Lampedusa il 9 aprile 2011
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Il premier è tornato sull'isola: "E' stata svuotata, la Francia accetti l'accordo". Intanto, però, continuano senza sosta gli sbarchi di migranti. Durante un convegno Pdl il Cavaliere accusa: "Mi attaccano tutti, ma non vinceranno". VIDEO

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"Il piano annunciato è stato attuato, l'isola è stata svuotata". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha aperto così la conferenza stampa a Lampedusa. Dopo la visita dello scorso 30 marzo, il premier ha infatti deciso di tornare sull'isola per parlare del problema degli sbarchi dei migranti dal Nord Africa, che continuano senza sosta.
L'isola è stata "vuota" per due giorni, prima dell'arrivo di altri immigrati, ha spiegato Berlusconi. Per il futuro, ci sarà "un immediato trasporto di quanti arriveranno nei siti approntati in Italia anche d'intesa con le regioni". "Da lunedì cominceranno due voli regolari al giorno per il rientro in Tunisia". Mentre parla, però, continuano senza sosta gli sbarchi di immigrati. Un totale di 650 persone, e altri 60 sono approdati a Pantelleria.

"Problema europeo, serve buon senso" - Il premier è così costretto ad ammettere quello che tutti, sull'isola, già sanno: gli sbarchi non si fermeranno. E dunque l'Europa deve "condividere" con l'Italia questo "tsunami umano" che si sta riversando dalle coste del nord Africa: altrimenti "non esiste".
"Quello dell'immigrazione - ha dichiarato Berlusconi - deve essere un problema europeo, non per i 25 mila migranti che abbiamo già accolto ma per quelli che arriveranno. Ci saranno di certo nuove partenze dalla Libia che è in stato di guerra". E poi ha aggiunto: "Buon senso vorrebbe che si raggiungesse presto un accordo" con la Francia sugli immigrati, perché "deve rendersi conto che l'80% di loro dichiara di voler raggiungere parenti e amici in Francia e se non ci sarà un accordo, saremo costretti ad inserirli nei centri di accoglienza dove possiamo tenerli solo 6 mesi e dopo sarebbero liberi di raggiungere la Francia".
"Lunedì avremo una risposta, cui l'Europa non potrà sottrarsi", ma che "l'Europa si sia impegnata a un intervento" per i Paesi interessati dal flusso dei migranti "è stato già sancito nell'ultimo Consiglio europeo".
Una lettura, questa, che trova d'accordo l'intero esecutivo. nella giornata di sabato 9 aprile, infatti, sulla questione si è espresso nuovamente il ministro dell'Interno Maroni che ha attaccato l'Unione europea: "Non ha spirito di solidarietà", ha detto il titolare del Viminale.
Da Budapest, invece, il capo dello Stato Napolitano ha invece invocato un chiarimento sulle regole in materia di immigrazione e del trattato di Schengen. (GUARDA IL VIDEO).

"Nessun egoismo da parte delle regioni del Nord"
- La buona notizia è che, stando alle parole del presidente del Consiglio, è stata superata quella "situazione negativa" che finora ha fatto sì che le regioni del nord non abbiano accolto neanche un migrante. "Nessuno può sottrarsi ad un'emergenza storica" risponde Berlusconi a chi gli chiede il perché di questa 'divisione' tra nord e sud registrata finora. Nemmeno la Lega, precisa, che "al di là di certe dichiarazioni in tv e sui giornali, si è sempre adeguata alle decisioni del governo".

L'arrivo di Berlusconi sull'isola - Il presidente del Consiglio è stato accolto con applausi all'aeroporto. Una decina di persone lo ha acclamato urlando: "Forza Silvio!", "Bravo presidente!".
"Avete visto, siamo stati di parola", ha detto loro Berlusconi. "Tra una settimana inizieranno gli spot per far vedere i fondali di Lampedusa", ha aggiunto il presidente del Consiglio che poi si è recato sul molo dove per giorni si sono accampati migliaia di tunisini.
Se ne va, però, senza aver visto le parole scritte sulla spiaggia delle Palme da alcuni lampedusani: "pace", "libertà". Per comporle hanno utilizzato 250 lumini, tanti quante le vittime dell'ultimo naufraugio. "Noi siamo una zattera in mezzo al mare - dice Giusi Nicolini di Legambiente - la nostra vocazione è accogliere con dignità chi arriva e far conoscere ai turisti questo mare splendido. Non ci servono i campi da golf".

In mattinata lo sfogo del premier durante un convegno del Pdl
- La giustizia, i rapporti con Fini, il Lodo Mondadori, le prossime elezioni amministrative. Un Silvio Berlusconi a tutto campo nel corso del suo intervento al convegno dei cofondatori del Pdl, tenuto prima della partenza per Lampedusa. "Mi attaccano tutti, ma non vinceranno", ha detto il premier. E sulla villa a Lampedusa ha assicurato di voler mantenere la promessa.

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