Migranti, la Germania attacca: "I permessi violano Schengen"

1' di lettura

Berlino critica la decisione italiana di concedere documenti temporanei per motivi umanitari. E' tregua invece con la Francia: Maroni e Gueant trovano l'accordo per "un pattugliamento congiunto delle coste tunisine". Napolitano chiede un'Europa più coesa

Guarda anche:
Lo speciale Mediterraneo di Sky.it
L'album fotografico: tutti gli scatti sull'emergenza
Strage in mare: le voci dei sopravvissuti. VIDEO
Rimpatri e permessi: cosa prevede l'accordo italo-tunisino

Berlino si schiera con Parigi contro i permessi temporanei decisi giovedì 6 aprile dall'Italia per gli immigrati giunti dalle coste del Nordafrica: la Germania definisce la decisione di Roma "contraria allo spirito di Schengen" e si dice pronta a sollevare la questione lunedì prossimo a Lussemburgo, quando si riuniranno i ministri interni ed esteri dei 27. Ma anche ad alzare, come preannunciato anche dai francesi, l'allerta alle frontiere.
Per Roma si apre così un nuovo fronte di scontro. Proprio mentre dall'Ue arriva l'appello a superare le divergenze e sulla questione scende in campo anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che sottolinea la necessità di "scelte europee più "coese" e di una "maggiore cooperazione europea".

Germania contro l'Italia - Il nuovo affondo contro i visti temporanei, previsti dal decreto approvato dal governo italiano, è arrivato dal ministero degli Interni della cancelliera Angela Merkel. Poche parole - quelle affidate al portavoce del dicastero, Jens Teschke - che non lasciano dubbi su come la Germania veda la decisione di Roma, 'alleandosi' con Parigi: "una violazione dello spirito di Schengen", ha detto il portavoce, anticipando un colloquio del suo ministro, Hans-Peter Friedrich con Maroni lunedì a Lussemburgo.
A fare da apripista, solo poche ore prima, alle dichiarazioni del ministero dell'interno era stata la coalizione (Cdu-Csu) della Merkel, che in un comunicato ha condannato il decreto sul permesso di soggiorno temporaneo firmato da Berlusconi: "L'Italia è obbligata a impedire il proseguimento del viaggio illegale dei profughi (provenienti) dall'Africa verso la Germania e la Francia e ad applicare in modo coerente il vigente diritto d'asilo europeo". Il governo italiano invece - puntualizzava - vuole agevolare, attraverso la concessione di permessi di soggiorno nazionali l'ingresso illegale di profughi dall'Africa e il loro proseguimento del viaggio in altri paesi membri dell'Ue". E ricordano a Roma, numeri alla mano, il principio dell'equa distribuzione delle responsabilità: nel 2010 l'Italia ha dato asilo "solo" a 6.520 richiedenti, contro i 41mila della Germania e i 47.630 della Francia. E L'Italia, nonostante i forti flussi degli ultimi mesi, rimarcano, "è ancora notevolmente meno gravata rispetto alla Germania e alla Francia".

Il richiamo della Ue - Sul nuovo fronte di scontro scoppiato giovedì 6 aprile tra Roma e Parigi sui visti temporanei, cui si è poi aggiunta la Germania facendo sponda alla Francia, è intervenuta anche l'Ue invitando ad "andare oltre al litigio" per arrivare ad una soluzione europea per la gestione dell'emergenza immigrati.

L'accordo con la Francia - Ed un primo timido segnale sulla strada di una maggiore collaborazione è arrivato dall'incontro, a Milano, tra Maroni e il 'collega' d'Oltralpe Claude Gueant, che si sono accordati su un pattugliamento congiunto delle coste tunisine per bloccare le partenze.
Sullo sfondo restano però divergenze importanti sulla libera circolazione per gli immigrati con permesso di soggiorno temporaneo per protezione umanitaria nell'area Schengen.
"Siamo d'accordo -ha infatti ribadito Gueant - sul rispetto stretto delle norme. Gli immigrati con un permesso di soggiorno temporaneo avranno la possibilità di circolare nel rispetto degli accordi di Schengen, che prevedono anche documenti di circolazione e risorse economiche". "Dipenderà dai singoli Paesi ha aggiunto il ministro degli Interni francese - verificare queste condizioni".

Cosa prevede il trattato di Schengen:

Leggi tutto