Francia pronta a respingere i migranti. Tensione con Roma

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"Non vogliamo subire un'ondata di immigrazione tunisina dall'Italia" dice il ministro dell’Interno Gueant. Maroni: “Allora Parigi esca da Schengen”. Napolitano: “Bene l'accordo governo-Regioni"

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I permessi di soggiorno temporaneo dati agli immigrati per motivi umanitari non escludono la possibilità che i migranti stessi siano respinti dalla Francia e rinviati in Italia. Lo ha affermato il ministro dell'Interno francese Claude Gueant aprendo così un nuovo scontro diplomatico tra Roma e Parigi. "Non vogliamo subire un'ondata di immigrazione tunisina dall'Italia", ha detto il ministro. Un atteggiamento giudicato "ostile" dal titolare del Viminale che ricorda: "Le regole sulla libera  circolazione nell'area Schengen ci sono e devono essere applicate e rispettate".

"Dirò domani (venerdì 8 aprile, ndr) al ministro francese dell'Interno Claude Gueant -  ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso della registrazione del programma 'Porta a Porta' -  che i tunisini cui concederemo il permesso di soggiorno temporaneo hanno diritto a circolare. C'è un solo modo per impedirlo: che la Francia esca da Schengen o sospenda il trattato".

La querelle tra i due governi arriva dopo che Maroni ha riferito in Parlamento a proposito dell'emergenza sbarchi. "Dal primo gennaio al 6 aprile sono stati 25.867 i migranti giunti sulle coste italiane, oltre 23 mila dei quali a Lampedusa e nelle isole vicine", ha detto il ministro che ha indicato in 390 gli sbarchi avvenuti in tre mesi circa.

Il titolare del Viminale ha poi confermato alcuni punti dell'accordo siglato tra governo e regioni. Come appunto la concessione di un permesso di soggiorno temporaneo ai migranti che hanno rappresentato l'intenzione di andare in un altro Paese europeo: "Sono la stragrande maggioranza", ha detto il ministro.
L'accordo raggiunto tra esecutivo ed enti locali ha avuto anche il plauso del presidente Napolitano, il quale ha "auspicato che il segnale di coesione di tutte le componenti istituzionali offerto con l'intesa sottoscritta a Palazzo Chigi si confermi e si consolidi attraverso comportamenti coerenti e solidali sia sul piano nazionale sia, dovunque, al livello regionale e al livello locale".

Per quanto riguarda i flussi migratori Maroni ha sottolineato che si stanno intensificando le partenze di migranti dalle coste libiche: "ci sono segnali di ripresa che ci fanno pensare che possa intensificarsi il flusso di persone provenienti da paesi subsahariani, che fuggono da guerre e terribili condizioni umane e possono esser ricomprese nella categoria dei profughi".

E sull'accordo con la Tunisia il ministro ha ribadito che "tutti i tunisini che arriveranno dalla firma dell'intesa in avanti saranno rimpatriati. Sulla carta l'accordo c'è, si tratta ora di farlo applicare, per questo il governo ha costituito un gruppo di lavoro che segue le procedure".
Maroni è anche tornato sul barcone naufragato nel Mediterraneo nella notte tra martedì 6 e mercoledì 7: "L'imbarcazione si trovava in acque maltesi ma le autorità hanno chiesto il nostro intervento". (GUARDA IL VIDEO).

Non sono mancati i momenti di tensione alla Camera. Al termine dell'informativa del ministro dell'Interno, il deputato dell'Italia dei Valori Pierfelice Zazzera ha esposto un cartello con su scritto "Maroni assassino". (GUARDA LE FOTO) Immediate le scuse di Antonio Di Pietro, leader del partito. Ma l'Ufficio di presidenza della Camera, poche ore dopo l'episodio, si è riunito e ha punito Zazzera con due giornate di sospensione dai lavori parlamentari.

Guarda tutti i video sull'emergenza sbarchi:

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