Lega di lotta... e di permesso di soggiorno

I ministri leghisti Umberto Bossi e Roberto Calderoli
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Il governo ha deciso di concedere 20 mila documenti ad altrettanti migranti. Bossi aveva detto: "Föra di ball". Adesso rassicura: "Gli immigrati se ne andranno in Francia". E qualche militante sul web si chiede: che fine ha fatto la tolleranza zero?


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di Cristina Bassi

Come si fa a gestire le migliaia di immigrati clandestini arrivati in Italia negli ultimi mesi? Una delle risposte del governo, visto che i rimpatri non sono ancora cominciati e l’accordo con il governo tunisino è appena stato concluso, è farli diventare cittadini regolari con un permesso di soggiorno "temporaneo". Silvio Berlusconi ha firmato il decreto che concede 20 mila permessi temporanei ad altrettanti migranti nordafricani. La misura è valida per sei mesi e permetterà ai migranti di potere circolare nell'area Schengen. Il fatto che sia proprio un ministero leghista, quello di Roberto Maroni, a distribuire i documenti agli stranieri in modo incondizionato è una novità soprattutto politica. La cosa, come prevedibile, non sembra però piacere molto all'elettorato leghista: "Maroni buonista", "si parla e basta i fatti non li vedo" sono per esempio alcuni dei commenti raccolti su Facebook sulle pagine padane. E ancora: "La Francia i tunisini non li vuole nemmeno con il permesso provvisorio di soggiorno", scrivono altri lumbard sul social network.

I leader del Carroccio sanno comunque che forse avrebbe avuto un effetto più pesante sulle imminenti elezioni amministrative la costruzione di tendopoli per migranti nelle regioni del Nord. Meglio quindi dare la possibilità a migliaia di tunisini di circolare liberamente nel nostro Paese e, almeno in teoria, nell'area Schenghen. “Vuol dire che così vanno in Francia e in Germania”, ha dichiarato Umberto Bossi, sottintendendo che è automatico che gli stranieri con i documenti (validi per sei mesi e previsti dalla Bossi-Fini per motivi umanitari) siano solo di passaggio in Italia: “Svuotiamo la vasca”, ha aggiunto il Senatùr. Intanto però con la Francia è in corso un braccio di ferro perché Sarkozy ha confermato nei giorni scorsi che non farà passare i tunisini alle frontiere. E non è detto che gli altri Stati dell’area Schengen elimineranno le barriere per gli stranieri provenienti dal Nord Africa. Il commissario Ue Cecilia Malstrom ha infatti spiegato che i governi devono comunque sottoscrivere un’intesa in questo senso.

È passata poco più di una settimana dal “Föra di ball” di Bossi riferito ai clandestini, quando la Lega aveva minacciato di far saltare il governo se la linea non fosse stata dura. La tolleranza zero sull’immigrazione è d’altronde sempre stata nel Dna dei padani, che hanno anche voluto l’introduzione del reato di clandestinità. “Berlusconi caccerà i clandestini”, ha dichiarato il leader del Carroccio il 31 marzo e lo scorso 26 marzo a proposito della possibilità di pagare i migranti per farli rimpatriare: “Ma che pagare? Io non gli darei niente, li caricherei e li porterei a casa. E se tornano, li riportiamo a casa ancora”.

In un comizio elettorale a Mestre del 2009 il Senatùr era stato chiaro: “Dobbiamo ascoltare la nostra gente, che non vuole più che il Paese sia aperto all’ingresso di clandestini. Punto” (qui sotto il video, ndr). E ancora, in un’altra occasione: “Se si riempie casa nostra di clandestini, non si riesce più a venir fuori dal pasticcio che si crea. Quando si fanno venire persone a casa propria, si sa già come va a finire: bisogna dargli la casa gratuita e alla fine la gente lavora per pagare l’interesse di altri”.



Il ministro dell’Interno Maroni d'altra parte si è spesso dichiarato contrario alle “sanatorie” e favorevole ai respingimenti in mare o ai rimpatri come soluzione del problema. Un anno fa a “Porta a porta” spiegava che “una nuova sanatoria vorrebbe dire richiamare la clandestinità che questo governo sta efficacemente contrastando. L’Italia non è più il paese di Bengodi dove si può arrivare liberamente”. Già nel 2009: “Per contrastare l’immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti, ma cattivi”. Ancora prima, nel 2004: “Prima di chiamare e fare entrare extracomunitari, si pensi ai disoccupati italiani. Per gli immigrati non ci sarà un’altra sanatoria, abbiamo già stabilito delle quote molto alte”.
A proposito dei cittadini nordafricani arrivati in Italia dall’inizio dell’anno Maroni ha più volte ribadito che si tratta per lo più di tunisini e non di libici, che quindi sono clandestini a tutti gli effetti e non rifugiati. Ha anche avvertito che probabilmente sono arrivate in Italia decine di detenuti evasi dalla carceri tunisine durante le rivolte di gennaio.

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