Il premier: il processo sul caso Ruby va sospeso

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Dopo l'ok al conflitto di attribuzione votato dalla Camera, Berlusconi commenta con i suoi: contro di me c'è un brigatismo giudiziario. Udienza lampo a Milano: tutto rinviato al 31 maggio

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Ora il processo va sospeso, i giudici non possono ignorare la volontà del Parlamento. Silvio Berlusconi commenta così con i suoi la decisione dell'Aula della Camera, che ha votato a favore del conflitto di attribuzione sul 'caso Ruby'.
E mentre inizia il processo (la prima udienza è durata pochi minuti: giusto il tempo per rinviare tutto al 31 maggio), il presidente del Consiglio non ha alcuna intenzione di alzare pubblicamente i toni.
Anzi, ai capigruppo riuniti a palazzo Grazioli, ha spiegato che non bisogna cadere nelle provocazioni.
Il premier ha però sottolineato l'importanza del pronunciamento dell'Aula e, nei suoi colloqui privati, non ha rinunciato ad esprimere le sue opinioni sull"assalto', a suo dire, in corso contro il governo.

Nel mirino del Cavaliere la decisione del Plenum dell'organo di autogoverno della magistratura di discutere e deliberare sulla prescrizione breve: secondo il premier è inaudito e irrituale che il Csm discuta di un provvedimento della maggioranza che non è ancora legge.
Ma al capo del governo non è sfuggito nemmeno il richiamo del Colle sulla riforma della giustizia, provvedimento che è stato spedito al Quirinale e che potrebbe contenere anche la norma sulla responsabilità civile dei magistrati.

Il Cavaliere ha rimarcato con i suoi interlocutori il fatto che c'è chi dovrebbe intervenire per vigilare e tutelare tutti i poteri dello Stato e non solo salvaguardare l'autonomia della magistratura.
Il riferimento è alla pubblicazione di nuove intercettazioni sul 'caso Ruby'. Si tratta - questo il suo ragionamento - di una grave violazione delle prerogative del Parlamento. Berlusconi è convinto di essere vittima di una persecuzione: al vertice dei capigruppo a palazzo Grazioli a chi gli ha fatto notare l'esclusiva del 'Corriere' ha allargato le braccia: cosa ci posso fare?, ha chiesto ironicamente.

Contro di me c'è un brigatismo giudiziario. Continueranno - ha sostenuto - per tutta la durata del processo a buttare fango perché sanno di non avere nulla in mano. Berlusconi comunque non era in Aula per il processo. "Era una non udienza", spiegano fonti parlamentari del Pdl.  Ma il premier è comunque determinato a portare a casa il processo breve: non dobbiamo - ha ripetuto - in alcun modo mollare su questo punto.

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