Frattini: 150milioni alla Tunisia

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Il ministro degli Esteri, in un'intervista alla Stampa, ribadisce la necessità di attuare i rimpatri degli immigrati giunti sulle coste italiane. E annuncia il sostegno del nostro Paese all'economia locale per alleviare la disoccupazione

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In Tunisia, il premier Silvio Berlusconi, confermerà "personalmente l'impegno italiano, una linea di credito da 150 milioni di euro per aiutare i giovani a sviluppare microcredito, artigianato, commercio, piccole attività che allevino la disoccupazione e aiutino l'economia a ripartire". Lo spiega, in un'intervista alla Stampa, il ministro degli Esteri Franco Frattini, sottolineando che l'Italia è stata "il primo Paese ad appoggiare la 'rivoluzione dei gelsomini"', ma che ora "non possiamo assorbire flussi abnormi di immigrati" e c'è la necessità di "attuare i rimpatri".
Il "pacchetto" italiano, aggiunge il titolare della Farnesina, prevede anche "aiuti mirati alla forza-lavoro: master universitari e corsi di formazione, in Italia e in loco. Ma vanno programmati, non possono certo partire sotto la pressione di un'ondata di 20 mila migranti". Peraltro, prima di applicare il permesso temporaneo, previsto dalla legge Bossi-Fini sull'immigrazione, "dobbiamo chiudere i rubinetti. Se lo annunciassimo adesso l'Italia diventerebbe il corridoio per Parigi, Londra, Berlino. Di 20 mila immigrati tunisini, 18 mila finirebbero in Francia".

Quanto ai rapporti con gli altri Paesi europei, Francia in testa, Frattini sottolinea che "quello che conta sono i fatti non gli atti simbolici. Berlusconi ha parlato con Cameron, con Sarkozy. Io sono in contatto con tutti i miei colleghi e ci sarà un altro vertice". E "soprattutto l'Italia ha un profondo radicamento in Libia, anche di intelligence. E il consiglio di Transizione ci ha garantito il rispetto dei contratti previsti dal Trattato italo-libico".

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