Meno istruiti, ma più ricchi: sono i nostri parlamentari

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I dati mostrano come negli anni i deputati e senatori della Repubblica italiana abbiano potuto esibire sempre meno lauree, ma redditi sempre più alti. Un trend, riportato in un grafico de Lavoce.info, che sembra confermato in questi giorni

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Sempre meno istruiti, sempre più pagati. Il numero di lauree si abbassa, tra i parlamentari italiani. Ma le entrate si impennano. Lo dicono i dati, nudi e crudi. Rivelati con un grafico (qui in alto) e due linee essenziali, dal sito Lavoce.info.

Dal 1950 al 2006, progressivamente scende la percentuale di deputati e senatori con una laurea. Passa da oltre il 90% a poco più del 60%. Ma in contemporanea cresce a ritmi sostenuti, soprattutto nella seconda Repubblica, l’indennità di cui gode chi viene eletto. E la retribuzione reale (in euro del 2005), si attesta stabilmente sopra i centomila euro dalla fine degli anni ‘80, per poi continuare a salire fino ai 150 mila, salvo una lieve diminuzione nel 2006.

“La bassa qualità dei parlamentari italiani è sotto gli occhi di tutti. Però i loro stipendi aumentano mentre il livello di istruzione cala. Una selezione della classe dirigente al contrario”, riassume Lavoce.info nella newsletter in cui presenta il grafico. Che è tratto da un libro dal titolo “Classe dirigente”, del 2010. Ma sembra tornare di grande attualità in questi giorni.

Perché mentre gli scontri scomposti nell’Aula di Montecitorio restituiscono un’immagine che sembra confermare l’affermazione sulla “bassa qualità dei parlamentari” degli autori del periodico on-line, i dati più recenti rispecchiano il trend fotografato nel 2006. Basta consultare infatti il sito della Camera, per scoprire che la percentuale dei laureati tra gli attuali deputati è del 65,87% (leggermente superiore al Senato: il 71%). Inoltre la divulgazione delle dichiarazioni dei redditi, all’inizio di questa settimana, conferma che diventare deputato o senatore vuol dire automaticamente avere accesso a uno “stipendio” che supera in un anno i centomila euro: 20 soltanto su 915, nel 2009, hanno guadagnato meno di quella cifra (ma quasi tutti i parlamentari ‘poveri’, si noti bene, quell’anno non sedevano ancora nel loro scranno a Roma, essendo subentrati ad altri colleghi solo dopo).

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