Maroni: "Tutte le regioni dovranno accogliere i migranti"

1' di lettura

"Rifiuti non possono essere giustificati, le tendopoli verranno allestite anche al Nord", ha detto il ministro dell'Interno nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. "In tempi brevi posti per 10mila". VIDEO

Guarda anche:
Lo speciale Mediterraneo: la guerra e gli sbarchi
Gli immigrati e l'Italia: tutte le foto
Berlusconi: "Entro 48 ore i migranti fuori da Lampedusa"

Tutte le regioni italiane, a eccezione dell'Abruzzo, devono collaborare al piano del Viminale per dare una sistemazione ai migranti. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni al termine del Consiglio dei ministri, aggiungendo che per fronteggiare la situazione sono stati individuati siti per ospitare altre 10.000 persone.

"L'emergenza si risolve se e quando la Tunisia sblocca la situazione, se le autorità tunisine attuano gli accordi da loro sottoscritti liberamente. Confido che il presidente del Consiglio riuscirà a sbloccare questa situazione", ha detto Maroni in conferenza stampa, sottolineando che comunque "questi clandestini devono essere rimpatriati". Già Berlusconi aveva sottolineato la scarsa collaborazione della Tunisia, nonostante gli accordi sottoscritti tra i due Paesi.

Maroni ha ribadito che il piano del governo per la realizzazione di strutture per accogliere gli immigrati, che sarà illustrato venerdì mattina alle Regioni, riguarderà tutta l'Italia fatta eccezione per l'Abruzzo. Il piano, che ha la cabina di regia a Palazzo Chigi e vede il coinvolgimento dei ministeri interessati, di Regioni ed enti locali e della Protezione civile, "richiede il concorso di tutte le Regioni - ha detto Maroni - credo che questi atteggiamenti di rifiuto che sorgono ovunque non possano essere giustificati. Laddove le strutture (per profughi e clandestini) vengono realizzate, sono garantite tutte le misure di sicurezza adeguate".

Grazie alla partenza del piano, "prevediamo l'allestimento di siti in tempi brevissimi per potenziali altri 10mila" immigrati, ha aggiunto il ministro. Il responsabile del Viminale ha quindi spiegato che "circa 2mila profughi sono arrivati dalla Libia, soprattutto eritrei e somali. Sono 22.000 le persone arrivate in un mese e mezzo, di queste dunque solo 2.000 sono profughi, il resto sono tunisini da considerarsi clandestini". "Siamo in una fase di emergenza  alla quale si risponde con misure di emergenza".

"Io sono il ministro degli Interni e devo avere un approccio istituzionale, non mi faccio
condizionare né dalle campagne elettorali né dal fatto che la Lega governa in alcune regioni e in altre no" ha detto Maroni riguardo alla polemica secondo cui il governo vorrebbe concentrare i siti al Centro-Sud in vista delle elezioni amministrative in molti enti locali del Nord. Anche il ministro della Difesa La Russa è intervenuto in poposito, chiarendo che il suo dicastero ha messo a disposizione altri sette siti, tutti al Nord, in grado di ospitare i migranti.

Tra gli altri, il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, aveva accusato il governo di aver "scelto ideologicamente di tenere la pressione al Sud" e dopo le parole di Maroni Errani è tornato ad attaccare. Maroni infatti ha parlato sia di profughi che di clandestini ma, dice Errani: "Le Regioni non hanno condiviso la questione delle tendopoli per gli immigrati irregolari. Si è trattato di una iniziativa unilaterale del governo, l'accordo raggiunto ieri riguarda solo i profughi".

Infine Maroni in conferenza stampa, a chi chiedeva se il governo conferma l'annuncio fatto ieri da Silvio Berlusconi, secondo il quale entro sabato Lampedusa sarà stata completamente svuotata dagli immigrati, Maroni si è limitato a rispondere: "Se lo ha detto il presidente del Consiglio. Noi obbediamo alle sue disposizioni".

Leggi tutto