Redditi a Palazzo: Berlusconi stacca tutti, ma...

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Il premier ha dichiarato 41 milioni nel 2009, l'oncologo del Pd Veronesi è il più ricco dei senatori con 1,3 milioni di euro. Il ministro dell'Economia ha quasi decuplicato i 40mila euro del 2008. Tutti i dati resi noti oggi dalla Camera


Il “primus inter pares”, non è una sorpresa: è sempre lui, Silvio Berlusconi. Nella classifica dei parlamentari (compresi i ministri) più ricchi d’Italia il premier batte tutti, con un distacco abissale sugli altri. Ha dichiarato nel 2010, in relazione ai redditi del 2009, poco meno di 41 milioni di euro (per l’esattezza, 40.897.004 euro). Un “gruzzolo” che rispetto all’anno precedente è quasi raddoppiato, nel 2008 era infatti di circa 23 milioni di euro. Alla voce “stato civile” Berlusconi ha scritto “separato”, mentre non risultano nuovi acquisti di auto e barche né nuove partecipazioni in società. L’imposta netta pagata all’Erario è stata di 17 milioni e mezzo. Nel 2009 il premier ha venduto una comproprietà al 50 per cento di un appartamento a Milano, tra gli immobili a lui intestati risultano altri cinque appartamenti e due box sempre a Milano, dove ha la comproprietà di altri due immobili. Figurano inoltre un immobile a Lesa, vicino a Novara, e le proprietà di Antigua: due terreni e un immobile. Infine tre depositi di gestione patrimoniale presso la Banca popolare di Sondrio, il Monte dei Pashi di Siena e la Banca Arner Italia.

Sono pubblici da lunedi 28 marzo, consultabili presso Montecitorio, le dichiarazioni dei redditi relative al 2009 di tutti i parlamentari. La “documentazione patrimoniale” è  però a disposizione nella maggior parte dei casi esclusivamente in formato cartaceo. Solo 80 tra deputati e senatori infatti hanno dato l’autorizzazione a mettere la loro dichiarazione online sul sito della Camera. Nella scheda biografica del singolo parlamentare può comparire quindi anche la voce “documentazione patrimoniale”, così ad esempio per i ministri Renato Brunetta e Franco Frattini.

I ministri appunto. Il più ricco del Cdm (Berlusconi a parte) è il responsabile della Difesa Ignazio La Russa, con 374.461 euro. Seguono Giulio Tremonti, con 301.918 euro, che l’anno precedente erano meno di 40 mila, e Renato Brunetta, con 300.894. A scendere: Ferruccio Fazio (256.811 euro), Franco Frattini (237.219 euro), il neo ministro Francesco Saverio Romano (236.295 euro), Stefania Prestigiacomo (222.911 euro), l’ormai ex Sandro Bondi (184.591 euro), Altero Matteoli (183.648 euro), Raffaele Fitto (179.787 euro), Mariastella Gelmini (176.981 euro), Roberto Calderoli (174.850 euro), Michela Vittoria Brambilla (173.818 euro), Maurizio Sacconi (172.394 euro), Gianfranco Rotondi (172.061 euro), Roberto Maroni (170.711 euro), Elio Vito (169.432 euro), Angelino Alfano (168.318 euro, ha dichiarato di più la moglie avvocato, Tiziana Miceli, con 229.074 euro), Umberto Bossi (167.957 euro), Giorgia Meloni (165.941 euro), Mara Carfagna (165.849 euro).
Chiudono la classifica il vice ministro leghista Roberto Castelli (164.358 euro), il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani (161.911 euro) e il neo responsabile della Cultura Giancarlo Galan (149.938 euro).

Tra i leader di partito al primo posto, sempre dopo il premier, c’è Gianfranco Fini, che ha guadagnato 186.563 euro. Anche se nel gruppo delle più alte cariche il suo omologo al Senato, Renato Schifani, lo supera con un imponibile di 229.918 euro. Dopo Fini, il leader dell’Api Francesco Rutelli, con 182.159 euro, il segretario dell’Idv Antonio Di Pietro, con 176.885, poi il leader della Lega Bossi, il segretario del Pd Pierluigi Bersani (137.013 euro) e quello dell’Udc Pier Ferdinando Casini, con un reddito di 106.063 euro. Nella classifica dei deputati che sono anche avvocati Niccolò Ghedini batte l’altro legale di Berlusconi, Piero Longo, con 1.127.118 euro contro 530.847 euro. Ma è “doppiato” a sua volta dalla collega di Fli, Giulia Bongiorno, che ha dichiarato 2.048.397 euro.
Se invece si prendono in considerazione anche i sottosegretari, il più facoltoso risulta essere un ex: Guido Bertolaso, che ha dichiarato 862.921. È seguito dal sottosegretario Daniela Santanchè, che nel 2009 ha guadagnato 642.517 euro, e da Gianni Letta, con 342.310 euro.

La top ten dei senatori è guidata dall'oncologo Umberto Veronesi del Pd, che ha dichiarato un imponibile di 1.364.720 euro; al secondo posto c’è Alfredo Messina del Pdl (1.293.842 euro), al terzo Raffaele Ranucci del Pd (1.264.657 euro). Figurano poi: Salvatore Sciascia del Pdl (1.041.493 euro), il magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio del Pd (979.596 euro), Giuseppe Ciarrapico del Pdl (904.410 euro), Carlo Azeglio Ciampi (che con 717.122 euro è anche il più ricco tra i senatori a vita. Giulio Andreotti è secondo, con 488.006 euro), Francesco Casoli del Pdl (609.425 euro), Marcello Dell’Utri del Pdl (580.685 euro) e Riccardo Conti del Pdl (553.301 euro).

Nella classifica dei deputati invece dietro Berlusconi compaiono Antonio Angelucci, magnate della sanità e padre di Gianpaolo ed editore di Libero e del Riformista, con un imponibile di 6,1 milioni di euro (nella dichiarazione precedente erano 3,5), il finiano Giuseppe Consolo, con 2.308.103 euro, Giulia Bongiorno appunto e Maurizio Paniz, con 1.765.878 euro. Santo Versace, che nella graduatoria dello scorso anno era il secondo parlamentare più ricco dopo il premier con un reddito di  oltre 5 milioni di euro, nel 2010 ha dichiarato molto meno: 604.067 euro. Ed è passato al decimo posto.

Infine i meno abbienti: Pietro Marcazzan dell’Udc, proclamato deputato il 15 settembre del 2010, ha dichiarato 10.330 euro, quindi il leghista Eraldo Isidori, proclamato il 19 ottobre del 2010, con 15.643 euro.

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