Napoli, tra i rifiuti parte la campagna elettorale

I leader del Terzo polo, Fini, Casini e Rutelli, a Napoli per la presentazione del loro candidato sindaco, Raimondo Pasquino
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Mentre torna l'immondizia in strada, è sfida aperta tra i sei i candidati alla carica di sindaco del capoluogo campano. In campo l'ex prefetto Morcone (Pd), l'industriale Lettieri (Pdl), il rettore Pasquino (Terzo polo), ma anche De Magistris e Mastella

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di Serenella Mattera

L’odore dei rifiuti ammassati in strada, torna a rammentare a Napoli tutti i suoi problemi. Proprio nei giorni in cui i sei aspiranti sindaco iniziano a scorrazzare per la città, tra manifestazioni e incontri elettorali. Il 15 maggio lotteranno per mettersi alla guida del capoluogo partenopeo, dopo 18 anni targati Bassolino-Iervolino. Ma anche per loro, come per i predecessori, sarà la “munnezza” il primo grande mostro da sconfiggere. Con la consapevolezza che bisogna fare in fretta. Perché basta poco, dieci giorni di stop per manutenzione dell’invaso cittadino di Chiaiano, perché i cassonetti nelle strade trabocchino di nuovo di sacchetti e la puzza torni a ricordare l’emergenza irrisolta.

Ma intanto la politica fa il suo corso. E la campagna elettorale consuma le sue prime battute. Dopo mesi di schermaglie e colpi di scena: dal risultato delle primarie del Pd azzerato per i presunti brogli denunciati da chi aveva visto andare i cinesi in massa a votare in certi quartieri, al tentativo, fallito per vizi formali, di far terminare anzitempo l’esperienza di Rosa Russo Iervolino. Ma, mentre Iervolino ride dei “vermiciattoli” che avevano cercato di scalzarla e si gode le ultime settimane da sindaco, l’attenzione politica in città è già rivolta al suo successore. Che sarà un uomo, per ora, è l’unica certezza: tra i sei candidati (Gianni Lettieri, Mario Morcone, Raimondo Pasquino, Luigi De Magistris, Clemente Mastella, Roberto Fico), nemmeno una donna. Per il resto, i giochi sono del tutto aperti. L’atmosfera, incandescente.

Gli sfidanti per la poltrona di sindaco, dunque. Dopo il passo indietro del bassoliniano Andrea Cozzolino, vincitore delle primarie, il Pd ha deciso di puntare sull’ex prefetto Mario Morcone, casertano, responsabile dell’Agenzia per i beni confiscati alle mafie, con alle spalle missioni complicate come il Kosovo (“ma Napoli forse è peggio”, ha osservato Massimo D’Alema). “Il futuro è mo’”, lo slogan scelto per la campagna (dove “mo’”, sta sia per “Morcone”, sia per “adesso”, in napoletano). “Napoli, nobilità senza miseria”, “Napoli, orgoglio e giudizio”, le frasi sui manifesti, che mirano a capovolgere i pregiudizi sulla città. Mentre il Pd promette nelle sue liste il 40% di candidati donna e l’esclusione dei rinviati a giudizio per reati di criminalità organizzata e contro la pubblica amministrazione.

Ma la sfida di mantenere il governo di palazzo San Giacomo questa volta non appare così semplice per il Pd. Morcone dovrà infatti vedersela innanzitutto con l’ex numero uno degli industriali partenopei, Gianni Lettieri, candidato del Pdl. Anche in questo caso, una scelta tutt’altro che serena (“Lettieri sindaco? Napoli non merita anche questo”, ha sbottato l’ex presidente di Confindustria Antonio D’Amato). Ma il Pdl ha avviato la sua macchina elettorale: arriverà Berlusconi in persona in città per sostenere il suo uomo. E Lettieri, che ha scelto lo slogan "far vincere Napoli", mette subito in campo due assi calcistici. La promessa di un nuovo stadio per il Napoli e l’impegno di Fabio Cannavaro a entrare nella sua squadra di governo, per occuparsi di giovani.

Tra i due principali sfidanti, si inserisce però il candidato del Terzo polo, Raimondo Pasquino, rettore dell’università di Salerno. Per lui sono arrivati in città sabato 26 marzo i tre leader Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. Per scandire che Pasquino è il candidato della “serietà”, che non fa grandi promesse, ma parla di cose concrete. “Faremo una grande campagna di mobilitazione sui problemi della città”, ha annunciato Casini.

Il leader dell'Udc ha bocciato senza appello, invece, un altro aspirante sindaco, Luigi De Magistris: “Ha fallito come magistrato e come pubblico ufficiale”, ha detto. “Casini è promanazione di padrini politici che hanno distrutto la Campania, è parte di ‘o sistema”, ha replicato l’ex pm.
L’eurodeputato napoletano è il candidato dell’Italia dei valori e propone “l’alternativa”, con una campagna elettorale all’insegna del colore arancione e di una colonna sonora dal titolo: “Salta per l’indignazione”. Al suo fianco la Federazione della sinistra, ma non i vendoliani di Sinistra e libertà, che hanno scelto di sostenere Morcone. Ma commettono un errore, secondo l'ex pm, che ha ribattezzato l’avversario “Morcolino”, per evidenziarne la continuità con Bassolino.

De Magistris dovrà vedersela, ironia della sorte, anche con Clemente Mastella, che finì al centro della indagine più famosa dell'ex pm, Why Not. I due furono protagonisti di un lungo scontro a distanza, quando Mastella era Guardasigilli. Poi sono finiti entrambi all’europarlamento. E si sfideranno adesso a Napoli.
Al leader dei Popolari per il Sud qualcuno aveva suggerito di sostenere il Pdl e Lettieri. Ma lui ha ribattuto: “Ci sono mille e una ragione perché io sia candidato, non ne vedo nessuna che mi possa indurre al ritiro”.

Infine, rappresenterà il Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo Roberto Fico, già candidato alle ultime regionali e ora scelto per la corsa a Palazzo San Giacomo. Dopo le dure critiche di Grillo a De Magistris, appare difficile che i voti del Movimento possano convergere sul candidato Idv, come lui auspica. Più probabilmente, i grillini faranno una corsa in solitaria, con il loro progetto che mira alle prossime politiche a sbarcare anche in Parlamento.

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