La Camera vota sì alla missione in Libia. Ma si divide

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Dopo l'ok al Senato, Montecitorio dà il suo via libera con due mozioni distinte alla partecipazione dell'Italia all'operazione 'Odissea all'alba'. Di Pietro attacca il governo: “Berlusconi è un coniglio, Frattini un giullare”. VIDEO

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Come al Senato, così alla Camera. Anche Montecitorio dà il via libera all'adesione del nostro Paese alle operazioni in corso per far rispettare la no-fly zone in Libia, dopo il voto favorevole di mercoledì 23 marzo da parte dei senatori.
L'ok arriva con due diverse mozioni, una della maggioranza e una dell'opposizione di centrosinistra (con l'Udc). Il testo del centrosinistra, più scarno, è stato approvato anche dalla maggioranza, mentre la risoluzione di quest'ultima, che contiene una serie di precisazioni e distinguo per superare le perplessità della Lega Nord, non ha avuto il sì dell'altra parte dell'emiciclo. La risoluzione della maggioranza è passata con 300 voti a favore, 293 contrari e 2 astenuti.

Frattini: "Lavoriamo per una transizione democratica" - Qualche ora dopo, il dibattito si è trasferito alla Camera, al quale hanno partecipato il ministro degli Esteri Franco Frattini e del ministro della Difesa Ignazio La Russa.
"Dividersi, specialmente quando condividiamo le linee di fondo del nostro intervento,
indebolisce il Paese e non è di incoraggiamento per coloro che portano la bandiera italiana in teatri difficili" ha detto Frattini, nelle comunicazioni alla Camera, rivolgendosi alle forze parlamentari dopo il voto del Senato.
"Il trattato con la Libia è al momento sospeso, ma vogliamo conservare una corsia preferenziale nei rapporti col Paese del dopo Gheddafi" ha detto ancora il ministro degli Esteri. "L'Italia vuole concorrere a creare le condizioni per una strategia sul dopo Gheddafi: abbiamo contatti con Bengasi e col governo provvisorio. Lavoreremo senza paternalismi per favorire una transizione democratica". Dopo l'intervento di Frattini, è seguita la comunicazione del ministro La Russa, che ha ricalcato l'intervento al Senato.

Di Pietro: "Berlusconi coniglio, Frattini giullare" - Il dibattito a Montecitorio si è però surriscaldato durante l'intervento del leader Idv Antonio Di Pietro, che ha definito Silvio Berlusconi "un coniglio" perché non ha il coraggio di presentarsi in Parlamento per riferire sulla crisi libica.
Stesso appellativo per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, 'reo' di lasciare l'Aula di Montecitorio mentre il leader Idv, interviene per le dichiarazioni di voto, in diretta tv, innescando un siparietto con il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Di Pietro, infastidito dall'uscita dall'Aula del titolare della Farnesina, ripete la parola "coniglio", non prima, sempre riferendosi a Frattini, di averlo qualificato come "giullare" del premier. La maggioranza rumoreggia nell'emiciclo e protesta per le parole dell'ex pm. Interviene quindi il presidente della Camera, Gianfranco Fini, per riportare l'ordine e richiamare Di Pietro a "un linguaggio più consono". Ma Di Pietro non ci sta e insiste: "Berlusconi è un coniglio, e anche Frattini, che sono scappati". Fini ribadisce il suo richiamo a un linguaggio più adeguato all'Aula, ma precisa, riferendosi alla parola 'coniglio', che "non è questa l'espressione che le contesto". Al che la replica di Di Pietro è un fulmineo "prendo atto che la pensa come me".



Casini: "Chi guida deve metterci la faccia" - E anche Pierferdinando Casini ha stigmatizzato l'assenza in Parlamento del premier Silvio Berlusconi, seppure con toni decisamente diversi. "Da quando sono parlamentare, e non è da pochissimo tempo purtroppo per me, non mi ricordo dibattito in cui opposizione non abbia chiesto presenza presidente del Consiglio. Ma non è rituale chiederla anche oggi", ha spiegato il leader dell'Udc intervenendo in aula alla Camera nel dibattito sulla crisi. "Nella storia dei Paesi chi guida mette la sua faccia nei momenti facili e in quelli difficili, nella bella e nella cattiva storia", ha sottolineato. "Ieri e oggi questo Paese meritava la presenza del presidente del Consiglio, non si può stare al governo e guidare il Paese e far prevalere i tatticismi", ha insistito. Questo "senza nulla toglie a Frattini a La Russa che hanno fatto il loro dovere".

La Lega: "Voteremo anche la mozione dell'opposizione" - Oltre che quella della maggioranza, la Lega decide invece di votare anche la risoluzione dell'opposizione sulla Libia "per dare un segno di unità". Il capogruppo leghista Marco Reguzzoni, intervenendo sulle risoluzioni presentate sulla situazione in Libia, si è rivolto ai banchi del centrosinistra: "La vostra mozione - ha detto - è più generica della nostra, ma la voteremo per dare un segno di unità al Paese in questo momento. Non ci interessa se voi non voterete la nostra". Poi la stoccata agli altri partener internazionali: "Non è che tutti gli altri si prendono il petrolio e a noi ci toccano solo gli immigrati".



D'Alema: "Più responsabili della maggioranza" - Opposta la visione del Pd. Per D'Alema le opposizioni sostengono l'azione del governo più della sua stessa maggioranza. "Il Pd - ha affermato l'ex ministro degli Esteri - ha sostenuto e sostiene la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Del resto siamo stati noi, le forze dell'opposizione, che di fronte alla polemica assenza di forze della maggioranza, oggi nuovamente rivendicata dal capogruppo della Lega, abbiamo provveduto ad assicurare fin dalle prime ore al governo il sostegno parlamentare delle commissioni. E siamo noi a sostenere qui la mozione che in modo piu' ampio e meno condizionato sostiene l'azione del governo, conferendogli l'ampio mandato necessario". Per D'Alema si tratta di uno "strano paradosso: mentre la maggioranza pone vincoli cervellotici, l'opposizione garantisce un mandato pieno".



Fli: "Votiamo a favore" -
E a favore della mozione della maggioranza votano anche i finiani. "Abbiamo sottoscritto e voteremo la mozione che dà mandato pieno al governo perché agisca con gli alleati della Nato per dare attuazione alla risoluzione dell'Onu: mandato pieno, ogni altra parola è superflua". Secondo Benedetto Della Vedova, capogruppo di Fli alla Camera "è grave e sbagliato che il premier non sia venuto in Aula e che gli italiani per conoscere le sue posizioni, mentre quelle del premier inglese sono pubblicate su internet, debbano leggere sui giornali spezzoni trascritti delle sue conversazioni telefoniche. Forse è per la machiavellica posizione in base alla quale il silenzio di oggi potrà aprire spazi per posizioni future. Una posizione sbagliata e vecchia".

Napolitano: "Siamo pienamente nel solco della Carta Onu" -
Sulla missione internazionale è intervenuto ancora anche il Capo dello Stato. "Stiamo pienamente dentro la Carta delle Nazioni Unite" ha detto Giorgio Napolitano, mentre lasciava il sacrario delle Fosse Ardeatine dopo la commemorazione della strage.
"Pur nella differenza di posizioni - ha detto Napolitano - nel Parlamento si è espressa una convergenza fondamentale, che è la comprensione della necessità del nostro Paese di non restare indifferente di fronte alla repressione di un moto di libertà e giustizia sociale che si è manifestato in Libia, dopo essersi manifestato in Tunisia e Egitto".

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