Accordo Pdl-Lega sulla risoluzione di maggioranza su Libia

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Rispetto della risoluzione Onu anche attraverso opportune iniziative politico diplomatiche e intimazione del cessate il fuoco, ma anche riattivazione degli accordi bilaterali in materia di energia. Ecco i punti dell'intesa raggiunta dalla maggioranza

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La risoluzione di maggioranza (firmata da Pdl e Lega) impegna il governo su 9 punti:
1) ad adoperarsi per far emergere in tutte le sedi opportune il punto di vista dell'Italia e le circostanze che rendono possibile il suo sostegno all'intervento internazionale;

2) a garantire, nell'ambito di un rigoroso rispetto della risoluzione Onu anche attraverso iniziative politico diplomatiche e alla intimazione del cessate il fuoco, il ritorno più rapido possibile a uno stato di non conflittualità;

3) a rappresentare nelle sedi proprie la necessità di assegnazione alla Nato del comando e del controllo delle operazioni militari e al fine di giungere a un coordinamento degli sforzi alleati;

4) ad assumere ogni utile iniziativa affinché le imprese europee impossibilitate ad onorare i contratti in essere in ragione delle sanzioni Onu e Ue trovino una tutela negli articoli 10 e 12 del regolamento Ue 204/2011, che rispettivamente prevedono le modalità per assicurare i pagamenti dovuti alle imprese europee in base a contratti precedenti l'entrata in vigore delle sanzioni e la preclusione di eventuali azioni legali per inadempimento contrattuale;

5) a riattivare, non appena le circostanze e le tensioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu lo renderanno possibile, gli accordi bilaterali, in particolare quelli in materia energetica, stipulati dall'Italia con la Libia;

6) ad adoperarsi, nelle opportune sedi, in primo luogo in ambito Nato, affinché sia attuato, anche in ottemperanza di quanto previsto dalla Risoluzione Onu 1973, l'embargo sulle
armi nei confronti della Libia;

7) ad insistere, così come stabilito dai punti 6 e 7 del Consiglio Affari Esteri dell'Ue del 21 marzo 2011, affinché l'Ue renda immediatamente operativa un'azione di pattugliamento
del Mediterraneo in funzione di deterrenza e di contrasto alle organizzazioni criminali legate anche a gruppi terroristici e dedite al traffico di esseri umani, nonché in funzione di
prevenzione migratoria e di assistenza umanitaria;

8) a ottenere dai partner europei e dalla Commissione un apporto di mezzi, anche finanziari, per condividere l'onere della gestione degli sbarchi di immigrati, secondo quanto
stabilito nelle conclusioni del Consiglio europeo straordinario dell'11 marzo scorso;

9) ad attivarsi nelle sedi proprie affinché l'Europa si doti al più presto di un 'sistema unico di asilo' che fin da subito preveda un sistema di burden sharing teso a ridistribuire la presenza degli immigrati tra i paesi membri e fornisca una maggiore assistenza nelle operazioni di riconoscimento e identificazione di coloro che si dirigono verso le coste
italiane.

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