Libia, dal Senato arriva l’ok alla risoluzione Pdl-Lega

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156 voti a favore, 15 contrari e un astenuto: con questi numeri l’aula di Palazzo Madama ha approvato il documento sull'intervento dell'Italia nell'operazione Odissea all'Alba. Frattini aveva detto: “Non facciamo la guerra, la impediamo”. VIDEO

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Dopo una giornata carica di tensione, il Senato ha approvato con 156 voti a favore 15 contro e una astensione la risoluzione della maggioranza sull'intervento in Libia, integrata con la risoluzione del Pd, che è identica a quella votata dalla commissione Esteri venerdì scorso, come aveva richiesto a nome del governo il ministro Franco Frattini auspicando intese sui documenti presentati.
Pdl e Lega avevano raggiunto nella mattinata di mercoledì l'accordo per una risoluzione unica
della maggioranza di governo. Ma il Parlamento si è spaccato lo stesso e sono state presentate cinque risoluzioni distinte. Approvata anche quella del Pd, che ha ottenuto 127 voti favorevoli, cinque astenuti e nessun voto contrario. Il documento del Pd riproponeva il testo approvato in modo bipartisan (con l'assenza di Lega e Idv) venerdì scorso dalle commissioni Esteri di Camera e Senato.
Respinte invece la risoluzione dell'Idv con 153 no, 114 sì e 10 astenuti; quella del Nuovo Polo con 148 no, 113 sì e 17 astenuti, e quella dei Radicali.

Frattini: non siamo in guerra -
"Non si tratta di fare la guerra, ma di impedirla". Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha aperto così al Senato la relazione sulla crisi in Libia. La questione, approdata mercoledì nelle aule parlamentari, farà il suo ingresso anche a Motecitorio giovedì 24 marzo.
Era "necessario partire con un'azione urgente che scongiurasse il massacro dei civili" e ora "dobbiamo tornare alle regole con un'unica catena di comando unificato alla Nato" aggiunge il ministro degli Esteri. E assicura, "agiremo in rispetto della risoluzione Onu" assicura.

La Russa: abbiamo fermato la strage - Dopo l'intervento del ministro Frattini ha preso la parola il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha dichiarato che grazie all'intervento in Libia, "quella che poteva diventare la strage di un popolo si è arrestata. Dal 18 marzo in poi le vittime sono state inferiori di quanto sarebbe successo se fosse mancato l'intervento della comunità internazionale". E ha aggiunto: "Qualcuno ha lamentato che l'intervento della comunità internazionale e dell'Italia è avvenuto troppo presto o troppo tardi. Ma il governo - ha precisato - confortato dalla grande maggioranza del Parlamento, ha scelto tempi assolutamente adeguati, ed è intervenuto immediatamente sul piano umanitario".

Polemiche sull'opportunità della presenza di Berlusconi in Aula - Alla vigilia del dibattito in Aula non sono mancate le polemiche circa la presenza al Senato del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Continuo a ritenere che fosse opportuna la presenza del premier" ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ai microfoni di SkyTG24.
Anche il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, non ha nascosto il suo disappunto. "Sarebbe vergognoso se il presidente del Consiglio non si presentasse in Parlamento", ha detto il segretario al termine della riunione del coordinamento dedicata alla Libia. "Chiediamo se Berlusconi intende invocare il legittimo impedimento anche in questo caso...", ha aggiunto.

Ascolta le parole di Fini e Bersani



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