Berlusconi: "Sono addolorato per Gheddafi"

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Casini (Udc): “Noi preoccupati per le vittime, non per il carnefice”. Il premier precisa: "In Libia voliamo, non spariamo". L'Aeronautica però definisce l’azione italiana una “missione condotta mediante l’impiego di missili”

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"Sono addolorato per Gheddafi e mi dispiace. Quello che accade in Libia mi colpisce
personalmente". Queste, secondo quanto riferiscono i presenti, le parole del premier Silvio Berlusconi durante la cena a sostegno del candidato sindaco a Torino del Pdl Michele Coppola.
Il premier ha infatti trascorso la serata di lunedì 21 marzo nel capoluogo piemontese in vista delle prossime elezioni. Nel corso degli appuntamenti previsti con il candidato Coppola, il presidente del Consiglio è più volte intervenuto commentando l'operazione Odissea all'alba in Libia.
Capitolo a parte merita la questione legata all'intervento nei cieli di Bengasi dei tornado italiani.  Gli aerei italiani impegnati in Libia finora non hanno sparato e non spareranno nemmeno in futuro ed è importante che il comando delle operazioni passi alla Nato. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenendo ad una manifestazione elettorale per le prossime Comunali a Torino. E' l'ennesimo capitolo sulla ricostruzione dell'intervento degli aerei italiani sui cieli della Libia. Se infatti il comunicato ufficiale della Difesa parlava di un “impiego di missili”, uno dei piloti decollati il 20 marzo dalla base militare di Trapani per raggiungere Bengasi ha invece assicurato di “aver solo pattugliato la zona”. E il ministro La Russa ha confermato questa versione. 
"I nostri aerei non hanno sparato e non spareranno", ha quindi detto anche Berlusconi. Il presidente del Consiglio ha aggiunto: "Stiamo vivendo momenti particolari e in queste ore abbiamo dovuto ancora una volta sottolineare che per noi sono condizioni essenziali la chiara definizione degli obiettivi della missione in Libia nell'ambito della risoluzione Onu: limitati alla no fly zone, all'embargo e alla protezione dei civili”. "E' importante che il comando passi alla Nato e comunque con un coordinamento diverso da ora", ha ribadito il capo del governo ripetendo quanto già detto dal ministro degli Esteri Franco Frattini a Bruxellex e dal ministro della Difesa Ignazio La Russa al termine del consiglio dei ministri straordinario.

"Stiamo sollecitando - ha detto il presidente Berlusconi a Torino - iniziative umanitarie per quanto riguarda le popolazioni civili anche nel nostro interesse per prevenire esodi migratori". "Dalla Libia - ha spiegato il premier - sono già fuggiti quasi 300 mila cittadini che libici non sono e si sono ritrovati in Tunisia e in Egitto. Siamo stati il primo Stato a portare un'azione umanitaria sul posto con tende per circa 12 mila persone, garantendo il vitto e le cure mediche necessarie", ha concluso.
In occasione della visita di Berlusconi a Torino, per lanciare la volata al candidato del centrodestra Michele Coppola, c'è stata anche una contestazione per il premier. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine che si sono scontrate con i manifestanti. (guarda le foto dei tafferugli).

Le parole di Berlusconi su Gheddafi hanno provocato la dura reazione dell'opposizione.  Tra queste, anche quella del leader dell'Udc Casini: "Affronteremo con senso dello Stato il dibattito parlamentare - dice - ma una cosa deve essere chiara: siamo addolorati per le migliaia di donne e di uomini assassinati da Gheddafi e dai suoi scherani, non certo per la sorte del leader libico. Tra il carnefice e le vittime non abbiamo dubbi da che parte stare".

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