Napolitano sul federalismo: bisogna completare la riforma

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Il capo dello Stato: "Non possiamo concederci il lusso di esitare e di lasciare il lavoro incompiuto o di non erigere un edificio solido ancora una volta". La Lega: "Ci identifichiamo nelle sue parole". Il Pd: "Occorre condivisione". VIDEO

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"Non possiamo concederci il lusso di esitare e di lasciare il lavoro incompiuto o di non erigere un edificio solido ancora una volta". Giorgio Napolitano torna a parlare sul federalismo, incoraggiando la riforma istituzionale.
L'Italia delle autonomie - dice il presidente della Rerpubblica - è stata quella "voluta dai padri costituenti e segnata in Carta Costituzionale".  Probabilmente "l'affermazione del ruolo delle Regioni nella Costituzione rimase incerta e timida ma pesò poi in modo particolare il successivo ritardo" che portò alla stesura della legge per la nascita delle regioni ordinarie solo nel 1970.
"Abbiamo iniziato la strada nel 1970 - ha aggiunto Napolitano -. L'abbiamo percorsa fra molte difficoltà e anche fra crescenti contraddizioni. Così è maturata la riforma del Titolo V della Costituzione, una svolta per una evoluzione più conseguente in senso federalista del sistema delle autonomie".

La Lega: "Ci identifichiamo con le sue parole" - " Ancora una volta il Presidente Napolitano va dritto al cuore di uno dei problemi fondamentali di questo Paese, la realizzazione di un vero federalismo. Una svolta epocale, che non può e non deve essere lasciata in sospeso per le resistenze di un centralismo duro a morire". E' questo il commento del presidente della Regione Veneto Luca Zaia. "Il presidente della Repubblica - prosegue Zaia - ha parlato delle condizioni perché il nuovo edificio della riforma federalista dello Stato possa essere costruito su basi solide per dare all'Italia una prospettiva di unità ed autonomia per le nuove generazioni. E questo per ribadire che l'autentica unita' della nazione si consolida nel federalismo".
"Ci identifichiamo nelle parole e nel pensiero del Capo dello Stato - conclude Zaia - che in anche in questa occasione manda segnali importanti sulla prospettiva di rafforzamento e sviluppo delle Autonomie nel nostro Paese, nella direzione indicata proprio dai padri fondatori nella Costituzione, rimasti finora inascoltati".

Il Pd: "La riforma sia realmente condivisa" -
"Ha fatto bene il presidente Napolitano nel suo intervento sul federalismo a dire che questo processo non va lasciato incompiuto. Portare a termine una riforma basata sulla responsabilità degli amministratori, sulla solidarietà e l'efficienza è un dovere della classe dirigente nel suo insieme", ha detto Francesco Boccia, relatore per l'opposizione sul federalismo regionale e coordinatore delle commissioni economiche del gruppo Pd.
"E' per questo che il Pd ha lavorato in modo responsabile fin dall'inizio dell'esame parlamentare. Ora però, perché la riforma sia realmente condivisa, e anche su questo le parole di Napolitano vanno apprezzate, e non arrivi fragile alla sua approvazione, governo e maggioranza - ha aggiunto Boccia - devono accogliere la nostra proposta. Chiediamo che con l'entrata in vigore del federalismo fiscale si interrompano i tagli a Regioni e a enti locali previsti dalla manovra dell'anno scorso. Se il governo non dovesse farcela sul piano finanziario, accetti di dar vita a un tavolo permanente Stato-Regioni per decidere insieme le modalità di intervento finanziario per evitare l'aumento della pressione fiscale. Per la proposta del Pd - ha concluso - non occorre alcuna bollinatura della Ragioneria dello Stato ma solo volonta' politica".

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