Berlusconi: "Nessun missile libico può raggiungere l'Italia"

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"Vorrei tranquillizzare i nostri concittadini: il nostro Paese non corre il rischio di essere colpito da rappresaglie", ha detto il premier che ha proposto la base Nato di Napoli come coordinamento per le operazioni militari decise contro Gheddafi

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L'Italia non corre il rischio di essere colpita da rappresaglie libiche: lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Parigi dopo il vertice sulla Libia. "Vorrei tranquillizzare i nostri concittadini - ha detto Berlusconi - le nostre forze armate ieri hanno fatto un'esame approfondito sulla disponibilità delle armi della Libia. La conclusione certa è che non ci sono in questo momento armi in grado di raggiungere il territorio italiano" (ascolta le parole di Berlusconi nel video in alto).

Il contributo dell'Italia all'intervento militare contro la Libia, ha detto il premier, è per il momento quello di mettere a disposizione della "coalizione dei volenterosi" le sue sette basi aeree: ma in caso di necessità, come sottolineato anche dai ministri Frattini e La Russa, "è disponibile ad intervenire direttamente con i propri mezzi".
Berlusconi è convinto anche che "la base Nato di Napoli sarà fissata come sede per il coordinamento delle operazioni" militari decise contro la Libia di Gheddafi.

Sul coinvolgimento del nostro Paese nelle operazioni per fermare Muammar Gheddafi è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "L'Italia farà la sua parte", ha detto il capo dello Stato (guarda il video in alto).

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