Nucleare, lo stop del governo: "Non rischiamo le elezioni"

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Sono le parole di Stefania Prestigiacomo. Dopo che diversi ministri avevano garantito il sostegno alla costruzione di nuovi centrali anche da Paolo Romani e Umberto Bossi arriva il cambio di rotta: "Decide il territorio", dice il leader della Lega

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Il primo segnale arriva dal ministro dello Sviluppo Economico: "Quello che è successo in Giappone, deve dare un momento di riflessione''. Poi si aggiunge anche Umberto Bossi: Ma il giudizio più "tranchant" lo dà il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. E' finita, non possiamo
- ha detto il ministro rivolgendosi ad alcuni ministri - mica rischiare le elezioni per il nucleare. Dobbiamo - ha continuato - uscirne, ma in maniera soft.

Una nuova linea dunque, dopo che nei giorni scorsi diversi ministri avevano garantito che i piani di ritorno al nucleare sarebbero andati avanti nonostante il mondo stia con il fiato sospeso ad aspettare gli esiti del disastro giapponese scatenato da terremoto e tsunami.

"Dalle informazioni che abbiamo il problema che ha il Giappone non sarà di facile soluzione. Per questo il paese deve fermarsi un attimo e capire che cosa stiamo facendo", ha detto il ministro dello Sviluppo Paolo Romani intervenendo a una cerimonia. Il ministro rompe in modo esplicito il muro di sostegno al nucleare, ma aggiunge che "è inappropriato e fuori tempo" trarre già da ora la conclusione che si sia posta una pietra tombale sulle nuove centrali in Italia. Le parole di Romani arrivano il giorno dopo l'invito alla prudenza che sarebbe stato lanciato da Silvio Berlusconi durante l'ufficio di presidenza del Pdl: "La sicurezza è una priorità", avrebbe detto il premier.

Esplicito come di consueto il ministro leghista Umberto Bossi: "Sulle centrali decida il territorio", ha detto nel pomeriggio di giovedì 17 marzo entrando alla Camera per le celebrazioni dell'Unità d'Italia. "Il Veneto (a guida leghista) non lo vuole e comunque è autosufficiente. E' il territorio che decide", ha precisato.

Ai cronisti che chiedevano a Romani se occorra aspettare gli stress test europei, il ministro ha risposto: "No, quelli riguardano le centrali vecchie. Il problema è quello che sta accadendo in Giappone", dove oggi le squadre di emergenza hanno sospeso i tentativi di raffreddare uno dei reattori della centrale di Fukushima Daiichi per via degli alti livelli di radiazioni.

Romani ha ribadito che se il governo andrà avanti con il nucleare i siti dove costruire le centrali saranno individuati in accordo con le regioni e le popolazioni locali. "Oggi mi sembra difficile poter costruire una centrale senza avere il consenso della comunità locale. Quindi il nostro input politico sarà di tener conto comunque del parere".

Il governo italiano aveva promesso di porre la "prima pietra" per la costruzione di centrali nucleari di nuova generazione entro la legislatura. L'Italia ha rinunciato al nucleare dopo il referendum degli anni '80.

Di pausa di riflessione ha parlato anche l'oncologo Umberto Veronesi, noto per essere favorevole al nucleare. "Le gravi vicende dei quattro reattori giapponesi - ha detto - impongono inevitabilmente a chi, come me, ha deciso di occuparsi di sicurezza degli impianti nucleari e di salvaguardia della popolazione, di mettere da parte lo sgomento e  prendersi una pausa di riflessione profonda".


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