Processo breve: prescrizione ridotta per gli incensurati

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Il relatore Paniz presenta il nuovo testo che riduce i tempi per chi non ha mai avuto a che fare prima con la giustizia. L’opposizione insorge: “E’ una norma salva premier”. Prevista anche la segnalazione di un magistrato “lento”

La maggioranza riscrive di fatto il testo sul processo breve cancellando l'ipotesi di introdurre nel nostro ordinamento la prescrizione processuale. L'opposizione insorge parlando di norma 'salva premier'. Dopo aver presentato martedì 15 marzo una proposta di modifica con la quale si cancellava la norma transitoria del progetto di legge, quella che esplicitamente lo rendeva applicabile ai processi in corso, Maurizio Paniz, alle 20 di mercoledì 16 marzo, insieme al capogruppo del Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa, deposita altri due emendamenti che di fatto riscrivono un testo da sempre contestato dalle opposizioni e anche poco gradito al Colle. Si tratta di una misura che riduce i tempi di prescrizione per gli incensurati e di un'altra che modifica in maniera sostanziale l'articolo 5 del provvedimento: quello che introduceva la prescrizione del processo nel caso in cui avesse sforato i tempi previsti dalla legge.

Paniz, pur lasciando intatta la parte che riguarda i tempi del processo (tre anni dall'esercizio dell'azione penale fino alla sentenza di primo grado; due anni per l'appello e un anno e sei mesi per il giudizio di legittimità), prevede che, in caso di ritardo sulla tabella di marcia, l'unica cosa che potrà succedere è che il capo dell'ufficio giudiziario sia obbligato a fare una segnalazione ai responsabili dell'azione disciplinare (il Guardasigilli e il Procuratore generale della Cassazione) contro il "magistrato lumaca". Tutto qui. Rinunciando cosi' ad introdurre nel nostro ordinamento la prescrizione processuale.

Per quanto riguarda, invece, la prescrizione del reato, Paniz spiega che si tratta di una misura "per differenziare l' incensurato dal recidivo". Attualmente, il tempo della prescrizione è pari alla pena massima prevista per un reato. Ma in presenza di atti interruttivi (come ad esempio l'interrogatorio) questo tetto massimo viene aumentato di un quarto. Ora per gli incensurati l'aumento sarà, invece, di un sesto. Insomma, se questa modifica verrà approvata ad esempio al processo Mills, afferma Luigi Li Gotti dell'Idv, il reato di corruzione in atti giudiziari, invece di prescriversi in 10 anni, si prescriverà in 9 anni e quattro mesi "cioè a giugno". "E siccome fino a giugno i legali hanno programmato le udienze - prosegue Li Gotti - diventa chiaro il giochetto...".

"E' caduta la maschera - commenta il capogruppo del Pd in commissione Giustizia Donatella Ferranti - perché adesso è evidente come questa norma sia stata costruita su misura per Berlusconi. Almeno però, in questo modo, si limitano i danni. Siamo riusciti a convincerli almeno in questo". In realtà, secondo quanto si apprende, il ritardo nella presentazione della modifica e il modo in cui sarebbe stata scritta, dipenderebbero dal fatto che dal Quirinale si sarebbe fatto capire che molti aspetti del processo breve così come erano stati formulati non andavano bene.

Critico sull'atteggiamento del Pdl anche il centrista Roberto Rao: "Le bugie hanno le gambe corte - commenta - e le riforme epocali a questo punto partono in salita" visto che la maggioranza ha di fatto trasformato il processo breve in una norma ad personam facendo così capire che della lunghezza dei processi in realtà non gli è mai importato un granché. Paniz ribadisce che la misura "non potrà mai essere applicata ai processi di Berlusconi", ma il principio del 'favor rei', ribattono le opposizioni, "è ineliminabile". "E' una norma codicistica - incalza Li Gotti - che non si può cancellare in alcun modo". Sostenere il contrario, tuona, "o e' ignoranza o e' malafede".

In attesa di capire le interpretazioni che verranno date alla norma, in Giunta per le Autorizzazioni della Camera si accoglie la richiesta di Nino Lo Presti (Fli) e delle altre opposizioni di ascoltare dei costituzionalisti per avere un parere sulla richiesta della maggioranza di sollevare un conflitto di attribuzioni contro il Tribunale di Milano per il caso Ruby.

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