L'inno di Mameli? Per la Lega è meglio un caffè

Renzo Bossi, insieme a Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo
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I consiglieri in camicia verde della Lombardia hanno disertato l'esecuzione dell'inno, preferendo restare alla bouvette. L'opposizione: "Uno schiaffo al Paese". Intanto Napolitano elogia il federalismo. VIDEO

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I consiglieri regionali lombardi della Lega Nord non hanno partecipato all'esecuzione dell'Inno di Mameli che ha aperto la seduta dell'assemblea al Pirellone. In aula era presente solo il presidente Davide Boni, che, come lui stesso ha spiegato, "ha assicurato la sua presenza per il ruolo istituzionale".
Tutti gli altri leghisti, fra cui gli assessori e Renzo Bossi, sono rimasti alla bouvette a prendere un caffè e a fare colazione.
Mentre risuonava l'inno nazionale, come imposto da una legge per i 150 anni dell'Unità d'Italia, che solo il Carroccio non ha votato, tutti gli altri consiglieri regionali, invece, sono stati in piedi dietro i loro banchi, indossando chi una coccarda tricolore, chi una spilla o chi addirittura mostrando una bandiera italiana nel taschino della giacca, come l'assessore Romano La Russa. In aula per l'occasione anche il governatore Roberto Formigoni.

Napolitano: "Bene lo sviluppo in senso federalistico" - E questo proprio nel giorno in cui il presidente della Repubblica torna a celebrare l'unità d'Italia e il valore della Costituzione che coniuga l'identità nazionale e le autonomie territoriali.
"La nascita dello Stato unitario - scrive il capo dello stato - ha consentito al nostro paese di compiere un decisivo avanzamento storico, di consolidare l'amore di Patria, di porre fine a una fatale frammentazione, di riconoscerci in un ordinamento liberale e democratico forte dell'esperienza della lotta antifascista. L'alto dibattito in seno all'Assemblea Costituente ha portato ad identificare - prosegue Napolitano - ideali e valori da porre a base dell'ordinamento repubblicano. Nella Costituzione l'identità storica e culturale della nazione convive con il riconoscimento e lo sviluppo in senso federalistico delle autonomie che la fanno più ricca e più viva, riaffermando l'unità e indivisibilità' della Repubblica".

L'opposizione: "Uno schiaffo al Paese" - Dall'opposizione, intanto, arrivano durissimi commenti per la sortita del Carroccio: "E' gravissimo che i consiglieri regionali lombardi della Lega siano usciti oggi durante l'esecuzione dell'inno di Mameli. E' un vero e proprio schiaffo al Paese. Se non si sentono italiani si dimettano e rifiutino il lauto stipendio che gli arriva puntuale a fine mese", dice il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, che aggiunge:" Almeno per una volta il pluribocciato 'Trota', in arte Renzo Bossi, studi e impari le parole dell'inno, visto che ha affermato di non conoscerle, o vada in fabbrica o in altri luoghi a lui più adatti a guadagnarsi da vivere, come fanno tutti i suoi coetanei che non sono figli del Senatùr".

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