Giustizia, Alfano: "Ritireremo la norma sul processo breve"

Il ministro Alfano con il premier Berlusconi
1' di lettura

Il Guardasigilli apre alle modifiche dopo le nuove polemiche sulla norma transitoria, ma precisa: "Non era ad personam per Berlusconi". Poi sulla riforma (definita dal governo "epocale") tira dritto: "L'approvazione potrebbe arrivare in due anni"

Guarda anche:
Berlusconi: "Evitare la dittatura dei giudici"
Fini: "Non c'è dittatura dei pm"
Via libera alla riforma della Giustizia
Giustizia, ecco i punti della riforma

Il ritiro della norma sul processo breve e la riforma della giustizia approvata entro due anni. Sono i due punti principali toccati dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nelle ultime dichiarazioni rilasciate in tv e alla stampa. "Proporrò il ritiro della norma transitoria sul processo breve", ha assicurato il Guardasigilli spiegando tuttavia di non aver "mai considerato la ragionevole durata del processo come una norma ad personam verso Berlusconi". Dopo di che la riforma della giustizia potrà essere approvata “entro due anni”.

Il ministro ha respinto le accuse che nel governo c'è l' ossessione della giustizia. Nei primi anni della legislatura - ha osservato - "abbiamo affrontato tre grandi questioni, la riforma civile con la velocizzazione dei tempi, le norme antimafia e il piano straordinario carceri. Ora facciamo la riforma costituzionale". Per far approvare la riforma non ci sarà alcuna "sospensione" dei lavori parlamentari per altri temi. Ad esempio - ha affermato - "nella tarda primavera il ministro Tremonti presenterà un decreto sulla competitività mentre i ministri Romani e Prestigiacomo uno sulle energie rinnovabili. Tutto il governo insomma lavora".

Il ministro ha parlato anche della polverone sollevato dopo la comparsa del procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia, sul palco romano del C-day, in cui ha criticato la riforma della Giustizia. Alfano ha detto di non voler procedere contro il magistrato: "Non ci penso proprio". "Ha partecipato - ha aggiunto il ministro - a una manifestazione contro il governo. Ci mancherebbe che la politica si mettesse a chiedere le dimissioni di un magistrato. Ma ne deve rispondere alla sua coscienza, alla legge e alla deontologia".

Leggi tutto