Rischio nucleare, è scontro anche in Italia

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Dopo gli incidenti per lo tsunami e in vista del referendum del 12 giugno, si accentua la divisione tra favorevoli e contrari. Prestigiacomo: "La linea non cambia". Idv: "Un governo che non è riuscito a gestire i rifiuti a Napoli cosa farà con le scorie?”

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Favorevoli vs contrari. Lo tsunami in Giappone (e il conseguente rischio radioattivo) polarizza lo scontro nella politica italiana, tra chi dice avanti tutta con la costruzione delle centrali e chi invece vede negli ultimi incidenti la conferma dei rischi legati a un'energia troppo pericolosa.
Il governo, che ha già annunciato investimenti nel settore, si dice certo della reale sicurezza del progetto, ed il Pdl si schiera convinto in favore, anche alla luce del referendum che il 12 giugno si terrà proprio sul tema. "La linea italiana sul nucleare "non cambia" ha detto il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Prestigiacomo: "La linea non cambia" - L'allarme nucleare dopo il terremoto in Giappone non cambia la politica italiana sul nucleare: lo ha ribadito a Bruxelles il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo (guarda il video in fondo all'articolo). "La linea italiana rispetto al programma nucleare chiaramente non cambia" ha detto. "Nessuna sottovalutazione", ha aggiunto il ministro secondo la quale non va comunque creato "neppure un allarmismo rispetto a una situazione eccezionale, una calamità che è stata definita un'apocalisse in un paese ad altissimo rischio sismico". La Prestigiacomo ha quindi di nuovo criticato lo "sciacallaggio politico a fini domestici" e la "macabra speculazione" messa in atto in Italia dagli anti-nuclearisti.

Bonino: "Una scelta che non ha senso economico" -
Ma dall'opposizione sono diverse le voci contrarie, tra cui quella di Emma Bonino: "Investire 30 miliardi di euro pubblici per ottenere il 4% di consumo finale di energia tra vent'anni non ha senso economico, in assenza di qualunque quadro complessivo di bisogno energetico nel nostro Paese. Il nucleare dà solo energia elettrica, che in Italia fra quella già installata e quella programmata supera già ampiamente il fabbisogno del Paese".

Idv: "C'è da mettersi le mani nei capelli" - Dura anche l'Italia dei valori: "Non ho mai sentito - afferma il capogruppo al Senato Felice Belisario - tante sciocchezze in contemporanea volte a difendere le lobby nucleariste. Prima su tutte la presunta economicità. Il kilovattora prodotto dall'atomo non è affatto meno costoso di quello prodotto da altre fonti perché non si considerano mai i costi aggiuntivi, quelli per stoccare le scorie e i costi sociali ed economici in caso di incidenti. Tutti oneri che ricadranno sui cittadini. Ad oggi il governo non ci dice dove intende costruire i siti. Ancora non sappiamo dove saranno staccate le scorie radioattive e come saranno smaltite. Se neanche il grave disastro in Giappone è servito a farli rinsavire, c'è da mettersi le mani nei capelli. Dietro il folle progetto nucleare, il nulla a fronte di un decreto ammazza fotovoltaico".
E aggiunge: "Un esecutivo che non è riuscito neanche a gestire i rifiuti a Napoli cosa potrà mai fare con le scorie? Una delle tante domande lecite che si pongono anche i cittadini e hanno una sola risposta: il referendum contro il nucleare, l'occasione per dire no allo scellerato progetto pro atomo e chiudere la bocca ai vari Cicchitto".

LE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO PRESTIGIACOMO

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