Comunali, Bersani sicuro: "A Milano vinciamo tranquilli"

Il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia sorride insieme al segretario del Pd Pier Luigi Bersani
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L’ottimismo del segretario del Pd in vista della sfida tra Giuliano Pisapia e l’attuale sindaco Letizia Moratti: “Dalle elezioni in città verrà una parola di cambiamento per il Paese”. Ma un anno fa, alle Regionali, i fatti (anzi i voti) lo smentirono

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"Qui vinciamo noi". Pier Luigi Bersani è convinto che a Milano il centrosinistra vincerà le elezioni. Lo ha ribadito a margine dell'assemblea nazionale degli amministratori del Pd che si svolge proprio in città. "A Milano - ha detto - noi vinciamo tranquilli". Una previsione all'insegna dell'ottimismo che forse non sarà piaciuta a tutti i sostenitori del centrosinistra. Qualcuno ricorderà infatti l'ultima uscita di Bersani in questo senso in occasione delle elezioni regionali dello scorso anno.
"Il vento sta cambiando", disse in più di un'occasione davanti ai suoi elettori e non solo. Purtroppo per il Pd non andò così e fu anzi il centrodestra a strappare alcune regioni che erano prima governate dal centrosinistra. Su tutte le sconfitte in Piemonte e Lazio.
Per sapere come andrà a finire questa volta basterà aspettare il 15 maggio, quando Giuliano Pisapia sfiderà l'attuale sindaco Letizia Moratti, entrambi alle prese con una campagna elettorale segnata più che dai programmi dagli scandali di Affittopoli e Batman.

Il segretario del Partito Democratico ha anche ribadito che le amministrative sono anche un test nazionale "la prima occasione che i cittadini hanno per esprimersi certamente sul loro sindaco ma anche per la situazione italiana". Per questo lo slogan scelto per le elezioni di maggio sarà “Un voto per la città, un voto per il Paese”. E dalle votazioni "verrà una parola di cambiamento - ha aggiunto Bersani - per il Paese".

Il segretario del Pd ha anche ragionato sui problemi all’interno della maggioranza. "La Lega sta riflettendo in diverse situazioni se fare l'alleanza con il Pdl o andare da sola. E' questo il segno che c'è una riflessione dentro la Lega, c'è un turbamento: i conti non tornano". "Purtroppo - ha aggiunto - quella della Lega è una riflessione parziale e noi la incalzeremo. Se vuol fare il federalismo seriamente noi ci siamo. Non c'è bisogno di Berlusconi".

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