Lega, a Roma fedeli, al Nord autonomi

Il tradizionale appuntamento a Pontida della Lega Nord
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Il Carroccio continua ad appoggiare il governo Berlusconi, ma in vista delle elezioni amministrative cresce nella base la voglia di correre da soli a livello locale. E in cambio di un appoggio del Pdl, Bossi potrebbe chiedere nuove concessioni

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Umberto Bossi alla festa di Bergamo per i 25 anni della presenza politica della Lega ha detto chiaro che il Carroccio è un alleato fedele del governo e che non tradirà mai. Ma una cosa è il governo nazionale e un'altra sono le elezioni amministrative che si terranno il 15 e il 16 maggio prossimo, e Bossi dovrà dare una risposta alla base leghista che per questo appuntamento reclama una maggiore autonomia rispetto a Berlusconi.

Lunedì 7 marzo in via Bellerio, sede della Lega, si riunirà il Consiglio federeale proprio per decidere in quali province e in quali comuni la Lega si presenterà da sola e dove, invece, sosterrà il candidato comune del centrodestra. Su tutto anche la scelta del vicesindaco di Milano che dovrebbe, per forza di cose, spettare alla Lega visto che non vi sono dubbi sulla candidatura di Letizia Moratti. Ora il vicesindaco milanese è Riccardo De Corato, ex An, ed è ovvio che presentandosi l'Udc con il Terzo polo, la scelta non possa che cadere su un uomo del Carroccio. Su tutti il nome di Matteo Salvini, europarlamentare e consigliere comunale. Non è un mistero, poi, che a Pavia e a Mantova per le elezioni provinciali la base del Carroccio abbia espresso la volontà di correre da sola, così come a Varese, a Rho, a Desio (il Cavaliere ha annunciato che vuole candidare come sindaco Renato Farina) e a Treviglio.

Che non siano scelte semplici è dimostrato dal fatto che il senatur ha riunito il Consiglio federale quando, invece, queste decisioni vengono prese solitamente dai Consigli nazionali leghisti. La quadra Bossi riuscirà, come sempre accade, a trovarla mettendo magari sul tavolo della trattativa con il Pdl anche altre carte. "Non è che Berlusconi concede, è la Lega che decide", ha spiegato il ministro dell'Interno Roberto Maroni, chiarendo così che il Carroccio è fedele alleato del governo ma che non sempre può far digerire alla sua base certe scelte. Bastava sentire le telefonate a Radio Padania Libera con inviti espliciti a staccare la spina quando in commissione non è passato il federalismo municipale.

E' la Lega che decide, però è anche vero che determinate decisioni possono essere prese se dall'altra parte c'è qualche concessione. Non è un mistero che il Carroccio vorrebbe riavere il ministero dell'Agricoltura, attualmente occupato da Giancarlo Galan. In caso di rimpasto di governo, il Cavaliere potrebbe offrire all'alleato Bossi proprio il ministero una volta guidato da Luca Zaia, ora presidente del Veneto. Se la scelta dovesse però cadere su altri, il Carroccio potrebbe avanzare richieste per i vertici di grandi aziende pubbliche, non ultima la Rai. Domani ci sarà il consiglio federale leghista, quindi, ma appare evidente che per chiudere la partita occorrerà poi qualche cena ad Arcore.

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