Scajola vende casa e prepara il ritorno

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Dopo le dimissioni dovute al controverso acquisto di una casa a Roma, l'ex ministro del governo Berlusconi non esclude la possibilità di un rientro nella politica attiva. Tra le ipotesi, quella di diventare coordinatore unico del Pdl

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"Con Berlusconi non ho mai smesso di sentirmi. Dieci giorni fa, però, abbiamo effettivamente avuto un incontro piuttosto lungo". Dopo diversi mesi l'ex ministro Claudio Scajola torna a parlare di politica.
E in un'intervista al Corriere della Sera non esclude un suo rientro in politica, dopo le dimissioni da ministro dello Sviluppo economico.
Era il 3 maggio 2010: Scajola, in una conferenza stampa, annunciava le sue dimissioni dopo che in un'inchiesta dei pm di Perugia era emerso che l'architetto Zampolini, un uomo vicino alla cosiddetta "cricca" finita al centro delle inchieste sugli appalti, avrebbe cambiato 900mila euro in assegni usati per pagare una parte di un appartamento (guarda le foto) con vista sul Colosseo acquistato sei anni prima dal ministro.

Una ricostruzione dalla quale Scajola aveva preso le distanze, sostenendo di aver pagato 610mila euro di tasca propria e aggiungendo di ignorare se qualcuno avesse poi versato altri soldi (l'ex ministro comunque non è indagato).
Nei mesi scorsi, l'ex ministro aveva già annunciato di volere vendere il suo appartamento, riprendendosi solo i suoi 600mila euro e devolvendo tutto il resto in beneficienza.

Ora nell'intervista di Fabrizio Roncone non esclude il suo rientro (tra le ipotesi, quella di diventare il coordinatore unico del Pdl). Per ora, si tratta solo di ipotesi. Ciò che è certo è che a novembre insieme a un altro ex ministro, Antonio Martino, ha lanciato la Fondazione Colombo, che ha trovato l'adesione di 62 deputati e senatori. Tutti del Pdl, ovviamente.

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