Salta l'election day, ironia sul web: e la crisi economica?

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A maggio e giugno si voterà per amministrative e referendum, in date diverse. In rete c'è chi accusa: "Tagli alla scuola e poi si sprecano 350 milioni di euro?". Ma altri utenti replicano: se sei interessato davvero, vai al seggio anche d'estate

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di Pamela Foti

“E pensare che non si sarebbe dovuto festeggiare il 150° dell'Unità d'Italia perché c'era la crisi...sono passate due settimane e i soldi per sdoppiare l'appuntamento elettorale ci sono, in più in Lombardia sempre la Lega ha voluto una nuova festa il 29 maggio... Evviva la coerenza!” scrive sul forum del quotidiano di centrodestra Libero un’utente che si firma la cugina di Gheddafi.

La questione sulla quale si dibatte in Rete è il no all’election day annunciato dal governo, ovvero la decisione di non accorpare in un’unica tornata elettorale le consultazioni amministrative e quelle referendarie. Il prossimo 15 e 16 maggio, infatti, oltre un migliaio tra comuni e province saranno chiamati alle urne (gli eventuali ballottaggi sono in programma per il 29 e il 30 dello stesso mese).
Entro il 12 giugno, invece, dovranno svolgersi quattro consultazioni referendarie (due sulle privatizzazioni dell'acqua, uno sul nucleare ed uno sul legittimo impedimento). "Il consiglio dei Ministri non ha ancora deciso una data - ha spiegato Maroni - ma io proporrò di svolgere il referendum domenica 12 giugno".
Una scelta, quella di prevedere appuntamenti elettorali in diverse giornate, che secondo le opposizioni costerà ai cittadini italiani 350 milioni di euro.
“Ma via, crepi l’avarizia” commenta ironico un elettore. “Pessimo esempio di malgoverno; spendere di più per affossare una consultazione popolare” gli risponde un’utente del forum di Libero. Sì, perché secondo diversi elettori, la scelta del governo ha il solo scopo di scoraggiare gli italiani dal tornare alle urne in una domenica di giugno, quando le scuole sono chiuse e le spiagge iniziano ad affollarsi di ombrelloni e sdraio, affossando così il referendum che può essere ritenuto valido solo se viene votato dal 50%+1 degli aventi diritto.

“Maroni non vuole accorpare i referendum alle amministrative. Con i referendum estivi attenta al quorum, ha paura del voto degli italiani e sta sprecando soldi pubblici (circa 350 milioni di euro)” scrive l’animatore dello spazio su Facebook Referendum acqua pubblica, che conta oltre 70 mila sostenitori. (Qui i quesiti referendari sull’acqua). “Gli italiani son stati chiamati a votare per 62 referendum abrogativi in 15 tornate elettorali, MAI la consultazione si è svolta contemporaneamente ad elezioni politiche o amministrative… Quindi o Berlusconi e Maroni governano l’Italia da 65 anni o queste lagnanze dei promotori dei referendum sono solo scuse per “mettere le mani avanti” perché sanno che i referendum falliranno perché non interessano gli italiani…” sostiene un utente del forum di un quotidiano di Savona di centrodestra. Che però dimentica che, ad esempio il 21 e 22 giugno 2009, gli elettori sono stati chiamati alle urne sia per i ballottaggi delle elezioni amministrative sia per il referendum.

“Ci risiamo con la polemica sull'accorpamento mancato” è il titolo di un articolo del blog Polisblog, che critica l’opposizione, e in particolare l’esponente del Pd Dario Franceschini che accusa il governo di sprecare i soldi degli italiani: “Peccato che lo stesso illustre esponente del Pd dimentichi che nell’istituto del referendum la questione della mancanza del quorum sia stata prevista per un motivo ben preciso: si ritiene infatti che se non va a votare almeno la metà degli italiani, il referendum debba decadere perché la questione non interessa agli elettori”.

Ma, sottolinea un utente del forum di Sky.it "quando vai a votare non hai l'obbligo di accettare tutte le schede elettorali relative alle questioni per cui si sta votando in quella determinata data. Se non vuoi votare per i referendum, o non accetti la scheda o MEGLIO ANCORA voti contro al quesito posto. L'utente che sul forum di Sky.it si firma fortebraccio77 solleva poi anche un'altra questione: "I tagli insensati alla scuola pubblica si possono, dicono, fare in nome del risparmio: i 300 milioni buttati per il non accorpamento di elezioni, invece... Non è che per caso ci sia una lieve incongruenza?".

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