Milano, Grillo candida a sindaco uno studente di 20 anni

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E' Mattia Calise il nome che il Movimento 5 Stelle ha scelto per sfidare Letizia Moratti e Giuliano Pisapia alle prossime elezioni. "Un ragazzo limpido", lo ha definito il comico per una lista che "vuole essere un virus che si propaga dal basso". VIDEO

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Quarantadue anni di differenza: è lo scarto di età tra i due principali contendenti alla poltrona di sindaco di Milano, l'attuale primo cittadino Letizia Moratti e il suo competitor per il centrosinistra Giuliano Pisapia, e il candidato lanciato giovedì 3 nel capoluogo lombardo dal comico Beppe Grillo per il suo Movimento 5 Stelle. Alla prima partecipazione alle comunali di Milano, infatti, la lista civica porta Mattia Calise, studente ventenne di Scienze Politiche.

Un candidato sindaco-portavoce, scelto in un assemblea di 200 simpatizzanti tra nove candidati, che alle prossime amministrative sarà il volto di "un movimento di cittadini che entrano nella politica e nelle istituzioni con idee e programmi", ha spiegato Grillo alla presentazione in Stazione Centrale, specificando che se eletto "sarà portavoce di tutti quelli del movimento", attraverso il dialogo continuo attraverso i social network e "portando dentro tutti i progetti che la rete propone per la citta"'.

Calise, "un ragazzo limpido", come lo ha definito il comico genovese, si contrapporrà a "Mortizia", ha scherzato Grillo soprannominando così l'attuale primo cittadino, un "amministratore delegato che si fa chiamare sindaco" che "pensa solo agli intrallazzi, ai derivati, agli hedge fund, alla borsa", mentre sul tema dei trasporti e dello smog la definisce "dilettante allo sbaraglio" che "gioca con la salute dei cittadini", invece di seguire l'esempio di città come Londra. Ma d'altronde, per Grillo, "a Milano ci sono due comitati d'affari che pensano solo a costruire e a indebitare le prossime generazioni" e in Parlamento "solo abusivi". Ecco allora una lista che vuole essere "un virus che si propaga dal basso" per fare "una vera rivoluzione democratica, perché di certo la politica non si autoriforma".

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