Prescrizione breve per incensurati e over 65: è giallo

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Luigi Vitali (Pdl) presenta una proposta alla Camera che obbliga il giudice ad applicare le attenuanti generiche per chi, come il premier, ha uno dei requisiti. Ghedini: "Iniziativa personale, chiederemo di ritirarla". Berlusconi: "Non ne so nulla"

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Il giudice, in presenza di un imputato incensurato o che abbia superato i 65 anni di età è obbligato ad applicare sempre e comunque le attenuanti generiche. Con conseguente riduzione dei tempi di prescrizione del reato. E' questa una delle norme contenute nella proposta di legge presentata alla Camera dal deputato del Pdl Luigi Vitali.
Le attenuanti, poi, dovranno sempre considerarsi prevalenti rispetto alle aggravanti quando "per effetto della diminuzione della pena il reato risulti estinto per prescrizione". Il giudice (anche se si fosse nella fase delle indagini preliminari) dovrà pronunciare in camera di consiglio una "sentenza inappellabile di non doversi procedere".

Presentata ma subito sconfessata dallo stesso Pdl. "La proposta depositata dall'onorevole Vitali è di sua esclusiva iniziativa e non concordata con la Consulta Giustizia del Pdl"  ha dichiarato in una nota il deputato e avvocato del premier Niccolò Ghedini. "Chiederemo all'onorevole Vitali di ritirare immediatamente quella parte di ddl che potrebbe offrire strumentali polemiche in particolare per ciò che riguarda la prescrizione", ha aggiunto.
Poi, è intervenuto sulla proposta anche il premier, interpellato dai giornalisti mentre lasciava Palazzo Grazioli. "Non ne so nulla" ha detto.

La proposta di legge, spiega lo stesso Vitali, è in realtà il frutto di un lavoro fatto dai tecnici della giustizia di Forza Italia nel 2001 che ora la maggioranza vuole riproporre. Anche per accelerare i tempi. In 44 articoli, oltre ad introdurre la prescrizione breve, si riforma di fatto buona parte del codice di procedura penale. Tra le novità che il Pdl punta ad inserire nell'ordinamento, anche l'ipotesi che a pronunciarsi su tutti i reati commessi dai magistrati (come ad esempio la violazione del segreto istruttorio) sia sempre la Corte d'Assise visto che ogni collegio può contare su due 'togati' e 6 giudici popolari. E sempre la Corte d'Assise sarà chiamata ad occuparsi di un maggior numero di reati tra cui anche quelli contro la Pubblica Amministrazione.

Ma c'è anche un'altra norma destinata a far discutere: quella che rende inutilizzabili tutti gli atti di indagine nel caso in cui il Pm non abbia esercitato l'azione penale o non abbia richiesto l'archiviazione per tempo, cioè senza rispettare il termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice. E' questa una misura, commenta l'opposizione, che cancellerebbe di fatto il processo sul caso Ruby. L'iscrizione nel registro degli indagati di Silvio Berlusconi, infatti, è avvenuta qualche tempo dopo quella degli altri imputati coinvolti nella vicenda.
Quindi, si introduce il 'legittimo sospetto' tra le cause di rimessione del processo e si estendono i casi in cui il giudice abbia l'obbligo di astenersi prevedendo, tra l'altro, l'ipotesi del magistrato che abbia avuto "comportamenti o manifestazioni di pensiero" o abbia aderito a movimenti o ad associazioni che determinino fondato sospetto di recare pregiudizio all'imparzialità del giudice". Nella proposta di legge firmata da Luigi Vitali si prevede anche la proroga da uno a sei mesi di tutti i termini per la difesa.


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