Napoli, la giunta Iervolino verso lo scioglimento

Rosa Russo Iervolino
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Si dimettono 31 consiglieri comunali su 60. Ma per un vizio di forma l'iter, che porterà alla fine anticipata dell'amministrazione di centrosinistra, è bloccato

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Non si può procedere, almeno per il momento, allo scioglimento del Cosiglio comunale di Napoli. E' quanto emerge dalla disamina condotta in Prefettura rispetto alle lettere di dimissioni di 31 consiglieri, protocollate dal segretario generale del Comune di Napoli e approdate sul tavolo del prefetto Andrea De Martino perché fosse avviato l'iter per la nomina di un commissario prefettizio. Alcune dimissioni non sono regolari, e in particolare quella del consigliere Fabio Benincasa viola l'articolo 38 del testo unico. Ci sono dunque violazioni di legge che inficiano molte delle dimissioni, e quindi non si raggiunge il numero
necessario per procedere allo sciglimento dell'organo, almeno per il momento.
La fine anticipata dell'amministrazione di centrosinistra di Napoli, guidata dal sindaco Rosa Russo Iervolino, è quindi momentaneamente rimandata.

Iervolino: "La magistratura ci metta il naso" -  "Non ho elementi certi, altrimenti li avrei già denunciati. Chiedo però alla magistratura di metterci il naso", il primo duro commento della Iervolino durante una conferenza stampa all'indomani delle dimissioni di 31 consiglieri. Il sindaco ha poi ha attaccato "i voltagabbana, un termine che non avrei mai voluto usare". "Avendo preso l'impegno con gli elettori di governare la città per cinque anni non mi sarei mossa neanche cinque minuti prima", ha continuato, dicendosi "serena" perchè non c'è alcuna questione personale contro alcuni consiglieri dimissionari ma "c'è un folto gruppo di persone elette col centrosinistra che ha ritenuto più comodo per il loro futuro passare col centrodestra".

Il sindaco ha usato parole dure nei confronti di chi ha compiuto una decisione simile: "Cerco di pensare sempre in positivo, andando via cercherò di cancellare i vermiciattoli che ho conosciuto da queste parti. Ricorderò invece le tante persone perbene che hanno fatto le nozze con i fichi secchi, realizzato cioè cose con poche risorse e il mio ultimo pensiero va a tutte quelle persone che mi hanno voluto bene". "Su un punto sono molto ferma - ha concluso - disprezzo per chi va disprezzato e affetto per chi lo merita".

"Basta con l'agonia" - Nel spiegare le dimissioni collettive il segretario provinciale di  Napoli del Pdl e assessore regionale all'Urbanistica, Marcello Taglialatela, ha detto: "Mettere fine all'agonia della giunta Iervolino si presta a diversi significati. Abbiamo evitato che nei mesi che ci separavano dalle elezioni l'amministrazione comunale combinasse altri disastri". "Abbiamo evitato altre clientele, non da parte del sindaco  perché non è rieleggibile ma del personale della sua maggioranza. Questa amministrazione era contestata ogni giorno da tutte le realtà sociali di questa città. Sarebbero stati altri mesi insopportabili se avessero continuato a governare", ha concluso Taglialatela.

Pd: "Un sindaco di grande moralità e correttezza" -
Il Partito democratico fa quadrato attorno al sindaco e, per bocca dell'europarlamentare Gianni Pittella, afferma che "l'usanza introdotta da Berlusconi del mercato delle vacche dopo il Parlamento investe anche il Consiglio comunale di Napoli e per mettere fuori gioco un sindaco di grande moralità e correttezza a poche settimane dalle elezioni". "La Iervolino è vittima di un agguato indegno che avrà l'unico risultato di togliere alla città una guida sicura e un argine alle tante emergenze causate dalla stessa politica dissennata del Pdl e dei suoi alleati verso Napoli e il Mezzogiorno" attacca Pittella che ricorda "la generosità verso le istituzioni del sindaco dimostrata fino all'ultimo, malgrado le mille difficoltà e le tante insidie maldestre di improbabili censori e oppositori".

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