Berlusconi: "Cautela sull'esilio di Gheddafi"

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In un'intervista a Il Messaggero il premier spiega che dopo il raìs i rapporti con la LIbia non cambieranno e si dice addolorato per la morte del soldato italiano in Afghanistan. Ma è polemica sull'attacco a Napolitano

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Libia, in linea con la comunità internazionale - "In questo momento occorre molta cautela perché la situazione in Libia è in continua evoluzione". Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un'intervista al Messaggero, a proposito dell' ipotesi dell'esilio di Gheddafi, aggiungendo che l'Italia sarà "perfettamente in linea con quanto deciderà la comunità internazionale".

Il premier confida la sua "forte preoccupazione" per la crisi libica e chiarisce di essere "in contatto con tutte le diplomazie europee, altro che isolati e non autorevoli. L'Italia in questa crisi sta facendo e farà la parte che le compete". E proprio martedì 1 marzo, come annuncia lui stesso, ci sarà un colloquio con il cancelliere tedesco, Angela Merkel.

I contatti sono stretti anche "con il presidente Obama e con il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy" e l'Italia, ribadisce il premier, procederà "in stretto contatto con Bruxelles e Washington. Prima di decidere aspettiamo cosa accade a Tripoli". Per l'Europa, comunque, "sarebbe stato impossibile intervenire prima", anche perché "la situazione in Libia continua ad essere molto confusa".

"Ho parlato con Ban Ki-moon - aggiunge Berlusconi - e ho dato il pieno appoggio dell'Italia a qualunque iniziativa. Noi - spiega - abbiamo molti interessi nell'area" e "siamo amici del popolo libico". Qualunque sarà il nuovo governo, assicura il Cavaliere, resterà "un rapporto stretto con l'Italia, con il suo popolo e le sue imprese".

Afghanistan, "un calvario per la mia coscienza" - Il presidente del Consiglio torna anche sulla morte di Massimo Ranzani, l'alpino ucciso da una bomba in Afghanistan. "Siamo molto addolorati per quel giovane. Non pensiamo a ritiri unilaterali e rispetteremo gli impegni. Però non posso non dire che l'ennesimo lutto non sia un tormento, un calvario per la mia coscienza".

L'attacco al Quirinale - Intanto però fa discutere l'attacco pubblico del premier al presidente della Repubblica: "Lo staff del Quirinale interviene su tutto", ha detto lunedì 28. Secondo il Corriere della Sera il Colle avrebbero reagito con "freddo sarcasmo": "Se si contesta l'attenzione che quassù dedichiamo all'esame delle leggi, questa per noi è una sorta di gratificazione, quasi un complimento perché significa che facciamo bene il nostro lavoro", è il commento del Quirinale riportato da Marzio Breda sul quotidiano di via Solferino.

Le parole del presidente del Consiglio vengono invece definite "inquietanti" da Gaetano Azzariti, il costituzionalista intervistato da Repubblica. Berlusconi "calpesta il ruolo degli organi di garanzia e perfino del supremo garante della Costituzione", spiega l'esperto.

Di tono decisamente diverso Libero che in un editoriale del direttore Maurizio Belpietro rilancia: "Dopo Pertini tutti i capi di Stato hanno deciso di fare politica attiva. Col Cav. saldamente in sella l'opposizione spera in San Giorgio per bloccare la maggioranza. Soprattutto sulla giustizia".

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