La maggioranza: "Sul caso Ruby c'è un conflitto tra poteri"

1' di lettura

I capigruppo di Pdl, Lega e Responsabili a Montecitorio, in una lettera a Fini, denunciano "l'assoluta infondatezza e illogicità dei capi di imputazione". E chiedono il ricorso alla Consulta. Il presidente De Siervo: "Corte costituzionale è indipendente"

Guarda anche:
Caso Ruby: vai allo speciale
Barbara Guerra al premier: "Una cimice nella sede di Fli?"
Berlusconi, da Veronica Lario a Noemi: tutte le foto

I capigruppo di maggioranza, Fabrizio Cicchitto, Marco Reguzzoni e Luciano Sardelli hanno inviato al presidente della Camera, Gianfranco Fini, una lettera nella quale chiedono di sollevare conflitto di attribuzioni fra i poteri dello Stato, "a tutela delle prerogative della Camera", nei confronti della Procura e del gip di Milano che, per il caso Ruby, hanno imputato al premier i reati di concussione e prostituzione minorile.
I capigruppo della maggioranza chiedono, tra l'altro, di sollevare conflitto di attribuzioni per "l'assoluta infondatezza ed illogicità dei capi di imputazione".

"Superficialità dei magistrati" - "All'Organismo parlamentare - si legge nella lettera trasmessa a Fini - non può essere sottratta una propria autonoma valutazione sulla natura ministeriale o non ministeriale dei reati oggetto di indagine giudiziaria. Né tantomeno ove non condivida la conclusione negativa espressa dal Tribunale dei ministri - la possibilità di sollevare conflitto d'attribuzioni davanti alla Corte costituzionale - assumendo di essere stata menomata per effetto della decisione giudiziaria, della potestà riconosciutale dall'Articolo 96 della Costituzione". Nella lettera, firmata da Cicchitto, Reguzzoni e Sardelli, si parla anche di "superficialità che sarebbe stata dimostrata dai magistrati di Milano”.

Cosa significa sollevare un conflitto di attribzuione - Sollevare il conflitto di attribuzione alla Camera significa, in caso di accoglimento del ricorso da parte della Corte Costituzionale, riportare il processo in questione alla fase di autorizzazione a procedere per il caso di reato ministeriale. La legge costituzionale 1 del 1989 attribuisce alla Camera il potere di dare l'autorizzazione a procedere di fronte a reati ministeriali, commessi da ministri e presidente del Consiglio (e che vanno giudicati dal tribunale dei ministri), secondo quanto disciplinato dall'articolo 96 della Costituzione.
Nel caso in cui, dunque, la Camera ritenesse lesa questa sua prerogativa, può sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri davanti alla Corte Costituzionale. I passaggi parlamentari previsti chiamano rispettivamente in causa Ufficio di presidenza, Giunta per le autorizzazioni e quindi voto dell'assemblea.
Nell'ufficio di presidenza della Camera, che sarà investito della richiesta di Pdl, Lega e 'Responsabili', però la maggioranza è “sotto”. Dieci, infatti, gli esponenti dell'opposizione che ne fanno parte (5 Pd, 1 Idv, 2 Udc, 1 Mpa ed 1 Fli), otto i componenti fra Pdl (7) e Lega (1). Il gruppo di Iniziativa responsabile ha presentato la richiesta di avere un proprio membro nell'ufficio di presidenza della Camera, con un'istanza inoltrata ufficialmente alla Conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Ma per entrarvi, l'esponente dei 'Responsabili' dovrà prima essere eletto segretario di presidenza dall'Aula, con una votazione per chiamata nominale. Difficile prevedere se l'elezione si potrà  tenere in settimana, visto il passaggio del federalismo municipale e la decisione del governo di porre la fiducia, che sarà  votata mercoledì sera.

De Siervo: "Consulta è indipendente" - Intanto il presidente della Corte costituzionale, Ugo De Siervo, nel partecipare a Cosenza a una manifestazione sui 150 anni dell'Unità d'Italia, interviene sulle polemiche che spesso investono la Consulta.
"C'è un esponente politico, di cui non farò il nome, nemmeno sotto tortura, che polemizza con la Corte Costituzionale, parlando di esponenti comunisti. Non si capisce però da dove trae queste affermazioni. Scusate questo sfogo" ha detto De Siervo.
"In questi giorni - ha aggiunto - ho sentito critiche non giuste e non solo nei confronti della Corte Costituzionale. Tanto per essere chiarinon sono i pm ad impugnare le leggi. La Costituzione va oltre gli interessi di bottega".
"Posso garantire, sulla base della mia esperienza che la Corte Costituzionale opera come organo assolutamente indipendente - ha detto ancora - noi decidiamo su tutto tutti e quindici i giudici, a meno che qualcuno non sia ammalato. E' naturale, come è avvenuto nel corso degli anni, che ci sia qualche frizione. Forse però adesso è in atto qualcosa di diverso, magari anche qualche campagna di disinformazione".

Leggi tutto